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pubblicato: giovedì, 1 novembre, 2012

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Commissione grandi rischi. Quello che si può prevedere

processo a commissione grandi rischi

La sentenza del giudice unico Marco Billi, del Tribunale de L’Aquila, era destinata a suscitare polemiche ancora prima che venisse pronunciata. Qualunque fosse stato l’esito del giudizio, la sentenza era troppo attesa perché non fosse oggetto di una massiccia esposizione mediatica e, di conseguenza, di un gran numero di critiche.

[ad]Non è la prima e non sarà l’ultima sentenza che riguarda i fatti legati al terremoto che ha colpito l’Aquila il 6 aprile 2009 (proprio in questi giorni è stato condannato un architetto 85enne per la progettazione di un edificio). Ma per diverse ragioni, questo processo è stato vissuto come emblematico di una caccia al “responsabile del terremoto”. Beh, non è così, né potrebbe esserlo.

Un processo penale ha la funzione di individuare ed accertare le responsabilità individuali in relazione a condotte o ad eventi che sono sotto la sfera di controllo dell’agire umano. Tutto ciò che travalica questi limiti non può essere oggetto di una responsabilità penale.

E, chiaramente, un evento sismico non può avere responsabili.

processo a commissione grandi rischi

Ma può esistere un grado di responsabilità sugli effetti originati da un terremoto. Perché se l’uomo non ha il potere di impedire un terremoto, può scongiurarne o limitarne notevolmente i danni.

Ed è proprio questo che il processo che ha visto condannati sette ex membri della commissione grandi rischi intendeva accertare: se alcune delle morti avvenute a seguito del terremoto che ha devastato L’Aquila potevano essere evitate.

[ad]È stato detto, da più parti, che i sette imputati erano accusati di “non aver previsto il terremoto”. Ma, per le medesime ragioni accennate prima, non poteva essere questo l’oggetto dell’accusa. Le attuali conoscenze scientifiche non consentono la previsione di un terremoto e, per questo, nessuno potrebbe essere ritenuto responsabile di non essere stato in grado di avvertire dell’imminenza di un sisma.

C’è qualcosa che si può prevedere, però, qualcosa che, anzi, sarebbe stato compito precipuo della Commissione Grandi Rischi prevedere e valutare: i possibili danni che un sisma di media ed elevata potenza avrebbe potuto causare nella città de L’Aquila. Ed invece il messaggio diffuso a seguito dell’ormai celeberrima riunione tenuta dalla Commissione il 31 marzo 2009 invitava la popolazione a stare tranquilla, sulla base di quali evidenze scientifiche, tuttavia, è ancora un mistero. L’attenzione non deve essere rivolta esclusivamente al verbale redatto in seno a quella riunione, nel quale si affermava l’estrema improbabilità di una scossa sismica di potenza rilevante, ma a quanto effettivamente fu comunicato dai membri della Commissione alle autorità che avrebbero dovuto provvedere a mettere in atto tutte le misure opportune di prevenzione e che invece sono rimaste sostanzialmente inerti proprio sulla base delle rassicurazioni ricevute dalla Commissione Grandi Rischi.

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5 comments
Unoqualunque
Unoqualunque

Nel 1985 Brizzi della commissione Grandi Rischi dette il primo "allarme terremoto". Cosa successe? Niente, e della gente (tra cui anche il capo della protezione civile) fu accusata per procurato allarme. Ora mi chiedo ma se si lanciavano sulla strada dell'allarmismo e non fosse accaduto nulla? Ci troveremmo davanti a della gente infuriata per essere stati costretti a lasciare inutilmente le proprie case e davanti ad un'altra inchiesta giudiziaria. Nella settimana precedente al terremoto è stata registrata un'altra forte scossa che gli scienziati presumevano che fosse la forte scarica che si aspettavano. Infatti successivamente per circa una settimana non accadde nulla, le scosse si allentarono e nulla faceva presagire l'arrivo di un altro grosso terremoto. A quel punto le rassicurazioni sono dovute, la popolazione era spaventata e il problema "terremoto" sembrava essere scongiurato. Chiunque con quei dati in mano avrebbe rassicurato la popolazione.

Aristarco
Aristarco

L'analfabetismo scientifico che trasuda da questa storia è agghiacciante ed è sconcertante come ancora oggi con arrogante protervia si insista su questa strada! É chiaro che si vuole avere dei capri espiatori ed ecco che un manipolo di scienziati sono scelti come vittime sacrificali. Ci facciamo ridere dietro da tutto il mondo! L'unica possibilità di prendere in considerazione una condanna per quel manipolo di studiosi sarebbe un filmato in cui si vedono i membri della Commissione Grandi Rischi affermano solennemente che il rischio sismico dell'Aquila è pari a zero. Se - davanti a testimoni e a telecamere avessero espresso - in qualità di scienziati - una affermazione che non è scientifica, allora sarebbe corretto condannarli. Solo in un caso come quello da me descritto, diventa possibile prendere in considerazione una condanna nei confronti di questi sismologi.

Francesco Conte
Francesco Conte

Davanti alle telecamere hanno affermato che lo sciame sismico doveva essere visto favorevolmente perché diminuiva le probabilità di una forte scossa. E questo, come dice Lei, è analfabetismo scientifico. Non dubito che il giudice, invece, si sia fatto aiutare da periti, perché sarebbe troppo pretendere da un magistrato che capisca anche di sismologia.

arianna
arianna

"lo sciame sismico doveva essere visto favorevolmente perché diminuiva le probabilità di una forte scossa." Ma questo è una delle poche cose statisticamente assodate: in presenza di scosse continue è difficile che ci sia un grosso terremoto. Solo che uno deve capire che "difficile" non vuol dire "impossibile".

Unoqualunque
Unoqualunque

La sismologia è ancora una scienza pesantemente imprecisa. I dati indicavano una diminuzione delle scosse e nulla faceva presagire il grosso terremoto, cosa vi aspettate? Che gli scienziati diventino indovini?

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