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pubblicato: domenica, 22 maggio, 2011

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Affluenze per fascia oraria COM11

distribuzione t-student

Affluenze per fascia oraria

Come variano, storicamente, le affluenze per fascia oraria nelle elezioni comunali 2011 e 2006?

Tramite i dati sulle affluenze relative alle elezioni comunali 2011 che abbiamo pubblicato, si possono calcolare i seguenti incrementi per fascia oraria:

[ad]1) II fascia (domenica 19.00) vs. I fascia (domenica 12.00)

2) III fascia (domenica 22.00) vs. II fascia (domenica 19.00)

3) IV fascia (lunedì 15.00) vs. III fascia (domenica 22.00)

Di seguito, riportiamo gli istogrammi di frequenza delle relative distribuzioni, i quali mostrano le seguenti caratteristiche (CLICCARE SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE), per gli oltre 1200 comuni che hanno votato 2 settimane fa

  • l’incremento tra la prima fascia oraria, domenica ore 12.00, e la seconda, domenica 19.00, segue una distribuzione di t-student, con curtosi elevata per le comunali 2006.

Affluenze per fascia oraria

  • l’incremento tra la seconda fascia, domenica ore 19.00, e la terza, domenica ore 22.00, mostra un’asimmetria accentuata verso i valori elevati (a destra del valor medio)

Affluenze per fascia oraria

  • l’incremento tra l’ultima fascia, lunedì ore 15.00, e la terza, domenica ore 22.00, ritorna a mostrare un andamento di t-student con anomalie di asimmetria in particolare per le comunali 2006

Affluenze per fascia oraria

 

Si evince come il maggior incremento di affluenza si abbia tra la II e I fascia (con punte massime di un fattore 8, mediamente di un fattore 2,6 – 2,9) , mentre gli ultimi due incrementi si stabilizzano attorno ad un valore medio di 1,3 – 1,4.

Nei 3 più grossi comuni in cui si è votato quest’anno, Milano, Torino e Napoli (escludendo Bologna per incompatibilità di dati con le precedenti elezioni comunali), osserviamo i seguenti andamenti

DATO_2001 VS. DATO_2006

TORINO:

2,818 vs. 2,628 per il primo incremento

1,381 vs. 1,475 per il secondo incremento

1,332 vs. 1,379 per il terzo incremento

 

MILANO:

3,281 vs. 3,127 per il primo incremento

1,342 vs. 1,463 per il secondo incremento

1,261 vs. 1,291 per il terzo incremento

 

NAPOLI:

2,637 vs. 2,353 per il primo incremento

1,284 vs. 1,444 per il secondo incremento

1,461 vs. 1,493 per il terzo incremento

 

Ciò dimostra come nel 2011 i tre più grossi comuni abbiano registrato un aumento nel I incremento rispetto a 5 anni fa, abbiano poi avuto un calo nel secondo e sostanzialmente in linea nel terzo, benché leggermente inferiore. A prescindere dalle differenze puntuali, è interessante comunque far notare come andamenti elettorali macroscopici, quali le affluenze, siano analizzabili con opportuni modelli statistici, in quanto gli andamenti storici seguono distribuzioni costanti nella macro-struttura, con variazioni di momenti quantificabili tramite proiezioni.

Gli scarti tra le proiezioni ed i dati reali, come abbiamo registrato durante il corso della diritta del Termometro Politico, rientrano entro il margine di errore statistico insito nel modello ed il relativo livello di confidenza. Su larga scala questi modelli sono statisticamente corretti; a livello locale, ovvero sul singolo comune, gli scarti di errore standard possono aumentare pur entro la forchetta.

 


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5 comments
TQP
TQP

In ogni caso, chiunque fosse interessato a sprocarsi le manine con i dati storici elettorali, non ha che da farcelo sapere. Di analisi interessanti da portare avanti ce ne sono sempre molte.

TQP
TQP

Ottima serie di commenti. Tento di rispondere a tutti, sintetizzando il più possibile senza tralasciare i dettagli fondamentali: @Framana: considerazioni giuste, ma difficili da ottenere nella pratica. Se avessimo i dati elettorali, seggio per seggio, per tutte le fasce orarie, potremmo valutare quale sia la relazione tra l'orario del voto e la tipologia del voto stesso. Purtroppo questi dati non sono reperibili se non via un'incredibile trafila burocratica. La microstruttura è sicuramente importante, da cui, per riferirmi alla tua specializzazione, tra la micro e la macroeconomia. Tuttavia, come tu ben sai, per estrapolare una natura granulare di variabili macroscopiche, i cosiddetti "fondamentali", come il GDP o il debito pubblico, via per esempio teorie browniane o mandelbrottiane, occorrerebbero database immensi e calcolatori ultra-veloci. A quale pro? Quale è il "gain" di tutta questa complessità? Non sono uno scienziato politico, ma per mia esperienza le causali microscopiche sono così aleatorie che non vale la pena inserirle nel modello. Ti complichi troppo la vita per poi rischiare di ottenere errori standard tanto grandi se non maggiori rispetto a modelli più, passami il termine, ecumenici. Ho testato per molto tempo gli incrementi di affluenza, sia per le elezioni politiche che per i referendum. E salvo errori localizzabili, il modello regge molto bene. Alla fin fine, conta il risultato finale, giusto? :-D @Simone: certo che si può. Facemmo questo conto per l'ultimo referendum. Estrapolammo un modello a doppio esponenziale su 8100 comuni. La nostra previsione sbaglio di due punti percentuali sull'affluenza finale. Il grosso problema è che questa volta il referendum è separato da altre elezioni, e quindi dovrà "farcela con le proprie gambine" se vuole sopravvivere. Io ho solo una serie storica di un referendum non accoppiato ad altre elezioni, e sinceramente mi sembra alquanto azzardato predirre un fenomeno elettorale basandosi solo di un precedente. Comunque proverò a tirar fuori qualcosa, spiegando sin da subito come l'errore possa essere molto alto a causa, appunto, della poca abbondanza di dati su cui lavorare. @mario: non saprei darti una risposta precisa. Tuttavia mi preme sottolineare un fatto: ammettiamo di trovarci ai seggi alle 8 del mattino di domenica. Chi si reca a quest'ora a votare? Probabilmente gli anziani, prima di deviare verso la messa della mattina, oppure persone di una certa età che portano a passeggio i cani. Difficilmente i ragazzi sotto i 30 anni. A quell'ora stanno ancora dormendo oppure appena rincasati dalla serata per locali. Vorresti farmi intendere che gli anziani che al mattino di domenica vanno a messa siano prevalentemente di centro-sinistra? E se così fosse, varrebbe a livello nazionale o solo locale? Grazie per i vostri interventi. Il Termometro Politico.

mario
mario

vorrei un chiarimento.si è sempre detto che in genere l'elettore di centro sinistra si reca al seggio prima di quello di cd.ma quando si effettua lo spoglio e si fanno le prime proiezioni per es copertura del 5 10 e così via il risultato non dovrebbe essere sbilanciato sul cd?

Simone
Simone

Si può fare un'analisi del genere per sapere quale dovrebbe essere l'affluenza nelle varie rilevazioni parziali affinché possa essere raggiunto il quorum ai referendum? (e questa potrebbe essere l'utilità di uno studio del genere)

Framana
Framana

Le analisi sulle distribuzioni (che in campo economico fanno gli econo-fisici, ad esempio) sono spesso molto belle e ben fatte. Questa nota va sicuramente in questa direzione. Quello che mi appare meno chiaro (e lo dico da economista non-fisico) è quale sia la loro effettiva utilità in termini positivi e predittivi. * In termini positivi perchè mancano di un modello micro-fondato. Cosa spiega la (per la verità non molto marcata) variazione che c'è stata nelle distribuzioni dal 2006 al 2011? Elenco brevemente alcuni dei fattori che possono spiegarla: - variazione nel costo opportunità del tempo degli individui. I lavoratori andranno più facilmente a votare la domenica, i pensionati il lunedì, le guardie giurate al mattino, gli elettricisti alla sera. La quota di lavoratori, pensionati, guardie giurate ed elettricisti tra gli elettori non è costante nel tempo. - variazione nel sostegno a certi partiti. Gli elettori di CSX vanno a votare presto al mattino, perchè hanno senso civico (oppure perchè sono elettricisti), quelli di CDX invece preferiscono il lunedì, perchè la domenica vanno al mare (oppure perchè sono pensionati). Tra il 2006 ed il 2011 il sostegno degli elettori di CSX è cambiato (diciamo che è aumentato) così come quello degli elettori di CDX è cambiato. - il clima. Le due rilevazioni riguardano quattro giorni specifici, misurati su tutta l'Italia. Visto che il nostro Paese non è esteso come gli USA le condizioni climatiche di una zona sono correlate positivamente con quelle delle altre zone. Ho qualche dubbio che una analisi che non riesca a tenere fermi tutti questi fattori, e che prima di tutto sappia modellarli a livello micro, riesca ad essere in grado di *spiegare* i fenomeni sociali. * in termini predittivi perchè predire la sola variazione nell'affluenza non è particolarmente utile. Si tratta di predire quella parte della variazione nell'affluenza che è correlata con gli outcome elettorali. E per questo credo che (di nuovo) serva una microfondazione. E ancora, qual'è l'utilità di predire il risultato elettorale dopo che si hanno i dati sull'affluenza? Nell'arco di poche ore si saprà già il risultato. A quel punto la strategia dominante (per semplicità e per sicurezza) è quella di utilizzare gli exit poll e le proiezioni.