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pubblicato: domenica, 25 agosto, 2013

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Il Milan cade ancora a Verona

Allegri Milan

Verona e i colori dell’Hellas si confermano fatali per il Milan. Questa volta, però, non c’è di mezzo uno Scudetto come nel 1973 e nel 1990. Tuttavia la prima partita della Serie A 2013/2014 è assolutamente da dimenticare per i tifosi rossoneri.

Un inizio orribile, come accade spesso nelle ultime stagioni milaniste, contro un Hellas Verona al suo ritorno nella massima serie dopo undici anni. Quasi una rivincita per i mastini veronesi, che proprio dal Milan erano stati condannati al Purgatorio della B.

Mandorlini vuole regalare ai numerosi tifosi presenti al Bentegodi una bella sorpresa, sgambettando una big. Schiera dall’inizio Luca Toni, che proprio nelle ultime ore aveva dichiarato che era stato molto vicino al Milan prima di trasferirsi al Bayern Monaco. Allegri confida nella coppia El Shaarawy – Balotelli, quest’ultimo preso di mira anche dal Sindaco di Verona Tosi, dopo le dichiarazioni un po’ troppo provocatorie del numero 45 milanista.

L’arbitro Calvarese fischia, parte la A. Milan che parte un po’ meglio del Verona, con Balotelli al 9’ che prova ad impensierire Rafael. Sempre lui, Super Mario, al 14’ serve in area un preziosissimo assist per Poli che riesce a liberarsi elegantemente da Moras e Cacciatore e davanti a Rafael lo batte: è 1 a 0 per gli uomini di Allegri. Ma chi pensa che per i rossoneri sarà una partita dal finale già scritto, dovrà presto ricredersi.

Stranamente, dopo il goal di Poli, il Milan comincia a perdere metri, e appare, col passare dei minuti, sempre più disordinato, lento, quasi incapace di gestire una partita ben giocata fino alla rete. Comincia a salire anche il nervosismo tra i rossoneri, soprattutto per Balotelli, deludente per quasi tutta la partita. Disastro.

La squadra di Mandorlini sente che potrebbe accadere qualcosa di grosso, di pazzesco per i più di 25 mila presenti. L’incubo per il Milan comincia al 30’, quando Jankovic batte un calcio d’angolo apparentemente innocuo. L’ex Genoa, però, trova un giocatore che a 36 anni ha scelto Verona per rilanciarsi, dopo aver girato un bel po’ di squadre. Luca Toni viene lasciato solo in area rossonera, salta più in alto, senza nemmeno troppi problemi, di un Constant tra i peggiori in campo, e batte Abbiati, altro rossonero sottotono.

E’ tripudio gialloblu. Rossoneri che difficilmente superano la metà campo e che accusano l’entusiasmo dei veronesi. Si va al riposo con il Milan già spacciato.

L’intervallo non serve, le parole di Allegri non hanno minimamente scosso gli animi dei suoi undici in campo. Anzi, sembra che nemmeno ci sia stata una sfuriata del tecnico livornese, perché il Verona comanda in campo.

Dopo una bella parata di Abbiati su Jankovic, al 8’ arriva il colpo di grazia per il Milan, meritatissimo. Romulo dopo aver corso nella prateria del centrocampo rossonero arriva al limite dell’area rossonera. Trova Jankovic, scambio tra i due, palla nuovamente al giocatore serbo che crossa deliziosamente su Luca Toni, che di testa porta il Verona in vantaggio. 2 a 1, risultato giustissimo per quanto visto fin lì. Anzi, forse i veronesi meriterebbero qual cosina di più.

Allegri tenta le carte Emanuelson, Petagna e Robinho per i quasi gravemente insufficienti Constant, Niang ed El Shaarawy. Ma servirà a pochissimo, dato che non succede quasi nulla se non nel finale, con i rossoneri davanti che tentano invano di impensierire Rafael, che blinda senza troppi problemi la porta veronese. Di mezzo pure qualche polemica per un rigore non assegnato su Balotelli che si becca pure il giallo per le esagerate proteste. Quindi arriva il triplice fischio.

Non poteva cominciare nel migliore dei modi l’avventura dell’Hellas in A, con i 3 punti conquistati contro il Milan. Per i rossoneri ci sarà da riflettere, perché il ritorno del preliminare col PSV è tra pochissimi giorni, ovvero mercoledì.

Non solo Allegri dovrà rivedere qualcosa, e tanto pare, ma anche e soprattutto Galliani: ok il fair-play finanziario e le poche risorse nelle casse rossonere, però la rosa appare non all’altezza. Intanto Verona è in festa.


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