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pubblicato: mercoledì, 13 novembre, 2013

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Salernitana-Nocerina e i ventuno minuti della vergogna

Una delle sconfitte più pesanti nella storia del calcio italiano. Il derby campano di Prima Divisione tra Salernitana e Nocerina, che dopo quasi venticinque anni tornavano a sfidarsi, ha visto trionfare la parte più malata ed irrecuperabile del tifo organizzato. Doveva essere una festa dello sport, una di quelle giornate da ricordare a lungo per lo spettacolo dentro e fuori dal campo. E invece sono bastati ventuno minuti per emettere una vergognosa sentenza, che sembrava essere già nell’aria da qualche giorno.

La sfida tra i granata ed i molossi è da sempre considerata molto calda per l’accesa rivalità tra le tifoserie di due città distanti pochissimi chilometri. Stiamo parlando di meravigliose realtà calcistiche del nostro Paese, caratterizzate dalla passione travolgente dei tifosi. La fede verso i colori della propria città trasforma gli stadi in bolge, in un’esplosione di canti e colori. Ed è questo che doveva andare in onda nel pomeriggio di Salerno.

“Salernitana-Nocerina connotata da alti profili di rischi”. La decisione del questore di Salerno, De Iesu, di vietare la trasferta ai tifosi nocerini è arrivata nella giornata di mercoledì e ha da subito scatenato l’inferno a Nocera Inferiore. Sono cominciate a diffondersi anche voci strane, di una possibile manifestazione a Salerno, fuori dallo stadio, per protestare contro una decisione giudicata “affrettata” anche dai vertici della società campana.

Lo spettacolo della curva Sud del San Francesco d'Assisi

Lo spettacolo della curva Sud del San Francesco d’Assisi

Pertanto è stata prevista non solo la chiusura del settore ospiti dello stadio Arechi, ma anche il divieto di vendita dei biglietti degli altri settori ai residenti nei comuni di Nocera Inferiore, Nocera Superiore e altri quattro comuni dell’Agro nocerino. Insomma nessun molosso a Salerno.

Il silenzio della Lega Pro. E’ infatti da diverso tempo che il questore non ha perde l’occasione per esprimere le sue preoccupazioni sulla composizione del girone B della Prima Divisione. Tra le tifoserie di Nocerina, Salernitana e Paganese, infatti, non corre buon sangue e già nel passato si sono verificati incidenti. Nessuno ha, però, ascoltato i suoi appelli a modificare i gironi.

La mattinata della Nocerina comincia prestissimo, nell’hotel di Mercato San Severino, nel salernitano, scelto come sede del ritiro per preparare un difficilissimo derby. Ed è qui che si consuma un dramma calcistico senza precedenti. Un gruppo di facinorosi ultras entra in contatto con i giocatori, volano parole grosse e, purtroppo anche minacce di morte, poi smentite. La Nocerina non deve scendere in campo, per rispetto verso i propri tifosi e verso la città , discriminata, a loro avviso, dal divieto di recarsi allo stadio Arechi.

Gli ultras nocerini presenti all'hotel di Mercato San Severino

Gli ultras nocerini presenti all’hotel di Mercato San Severino

“È stato semplicemente chiesto al mister e alla squadra un gesto eclatante, che facesse parlare l’Italia intera e che scuotesse il sistema”, diranno alcuni tifosi nocerini, ma le immagini di quei pochi minuti di gioco parlano piuttosto chiaro.

Il non calcio. Mentre fuori dallo stadio, gli ultras protestano, dentro gli spogliatoi i giocatori della Nocerina manifestano all’arbitro la loro volontà di non scendere in campo a causa delle minacce ricevute. Parte una lunga mediazione tra le parti, e la gara, inizialmente prevista per le 12:30, comincia alle 13:10, con circa quaranta minuti di ritardo. Per ventuno minuti si assiste ad uno spettacolo macabro, che in pochi istanti si diffonde in tutto il Mondo. Lo sport più amato in Italia viene preso a calci e pugni dal regime di terrore imposto ai ragazzi di mister Gaetano Fontana, che vengono derubati del loro sacrosanto diritto di giocare.

E così, per ventuno lunghi minuti di agonia e sofferenza per chi ama il calcio, si celebra, con uno show mai finora visto, la vittoria dell’illegalità. Dopo cinquanta secondi l’allenatore nocerino esaurisce i cambi a sua disposizione, e cinque dei suoi giocatori, uno dopo l’altro, escono dal terreno di gioco. Vittime di infortuni o dell’assurdità che ha regnato all’Arechi? Ne rimarranno in campo soltanto sei e l’arbitro, incredulo, non potrà fare altro che decretare la fine della partita, tra i fischi e le bottigliette lanciate dai tifosi della Salernitana.

Le immagini che nessun tifoso vorrebbe vedere

Le immagini che nessun tifoso vorrebbe vedere

Tutto il calcio italiano per un attimo si è fermato, ha abbandonato le polemiche delle ultime settimane e ha voluto riflettere su questi bruttissimi fatti, affidando alla giustizia, ordinaria e sportiva, il compito di punire gli assassini del calcio.

Condanne esemplari? Finora sono stati 20 i Daspo emessi ad altrettanti tifosi nocerini, subito identificati, ma il numero salirà abbondantemente ed è stato anche aperto un fascicolo contro ignoti per violenza privata aggravata. Dal fronte della giustizia sportiva, non solo è arrivato il 3 a 0 a tavolino per la Salernitana, ma si teme, per una possibile esclusione dai campionati professionistici della Nocerina. L’accusa è grave: illecito sportivo. Ma bisognerà aspettare.

Salerno come Roma e Genova. Il calcio, negli ultimi anni, ha subito l’asfissiante pressing da parte delle frange più estreme della tifoseria. Non è servita la politica della tolleranza zero che non ha allontanato i delinquenti dalle curve. Non è servita nemmeno la tessera del tifoso che ha avuto il merito di allontanare un numero consistente di tifosi dagli stadi. Così come non sono bastate tutte quelle politiche di sensibilizzazione contro la violenza negli stadi,talvolta assai esagerate e inutili. Il problema è culturale, e, pertanto, serviranno molti anni affinché possano vedersi i primi timidi risultati.

Una legge sugli impianti, promessa dal premier Letta entro Gennaio, potrà essere un buon punto dal quale iniziare a lavorare, ma servirà dell’altro. E in fretta, perché l’Italia la sua sfida alle altre Nazioni in materia di organizzazione di eventi sportivi l’ha persa da tantissimo tempo. Come è possibile chiedere, alla luce dei fattacci di Salerno, l’assegnazione delle Olimpiadi del 2024?

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