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pubblicato: venerdì, 9 dicembre, 2011

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Arriva la cura Monti

cura monti

L’attesa è finita.
Nella giornata di domenica 4 dicembre si è tenuto il Consiglio dei Ministri numero 5 del Governo Monti, quello che ha varato la manovra economica che dovrebbe – nelle intenzioni dei proponenti – salvare il Paese dal default e mettere in sicurezza i conti pubblici, riportando in pareggio il bilancio del Paese e iniziando un processo di abbattimento del nostro schiacciante debito pubblico.

[ad]In una lunghissima conferenza stampa, trasmessa anche dai principali canali televisivi, il Presidente del Consiglio e i Ministri coinvolti hanno illustrato la versione della manovra licenziata dal Consiglio dei Ministri, che verrà poi illustrata alle Camere il giorno 5 dicembre e agli Italiani, nel salotto televisivo di Porta a Porta – vera terza Camera del Paese – il giorno successivo.

Il bilancio della manovra economica è di 30 miliardi lordi di euro, letteralmente sbriciolando, sul totale di tutti gli interventi occorsi nell’anno, qualsiasi precedente nella storia d’Italia.
In particolare, una cifra tra i 12 e i 13 miliardi di euro verrà ottenuta tramite riduzioni di spesa, laddove la quota residua, 17-18 miliardi verrà ricavata tramite maggiori entrate.
Da un’overview generale del provvedimento si coglie un certo sbilanciamento verso una politica delle tasse rispetto ad una reale incisione sulle sacche di rendita che ammorbano il Paese, e sono evidenti certe timidezze propositive, in forma tanto di provvedimenti di carattere puramente simmbolico quanto di norme che paiono appena abbozzate, che fanno ben capire come il Governo Monti abbia percorso un sentiero in realtà molto stretto per garantirsi quel sostegno parlamentare di cui ha bisogno per tradurre in realtà le proprie proposte.
È difficile leggere la verità nelle dichiarazioni di forze politiche impegnate in un sottile gioco psicologico di rivendicazioni e paletti in grado di posizionarle nella maniera migliore per non perdere voti dinanzi alla manovra economica, ma è innegabile che – pur contenendo elementi spiccatamente di sinistra – il grosso della legge economica appaia ispirato a filosofie di destra; d’altra parte, l’attuale proporzione di forze in Parlamento e la stessa composizione dell’esecutivo, per cuanto tecnico, non potevano che condurre a questa conclusione.

cura monti

Dal punto di vista delle imposte, la prima stangata riguarda le accise sui carburanti: per la benzina verde si passa infatti da 622,10 € a 704,20 € per mille litri (+13%), per il diesel l’aumento è da 481,00 € a 593,20 € (+23%), il GPL vede un aumento da 125,00 € a 267,77 € ogni mille kg (+114%) e infine per il metano viene introdotta una tassa da 0,00331 € per m3. Le norme saranno valide dal 1 gennaio 2012
Per di più, dal 2013, vi sarà un ulteriore ritcco per benzina e diesel di ulteriore 0,50 € ogni mille litri.
Secondo le intenzioni del Governo, le maggiori accise sui carburanti verranno utilizzate per il finanziamento del trasporto pubblico locale.

Un secondo capitolo riguarda una serie di imposte su beni di lusso, che possono essere ascritti ad una forma di patrimoniale: in particolare, viene introdotta un’imposta erariale sui velivoli privati calcolata secondo la tabella riportata; per velivoli di altratipologia si paga un importo fisso di 450,00 €.

Imposta sugli aeromobili

(per continuare la lettura cliccare su “2”)

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18 Commenti

  1. Dario Cafiero ha scritto:

    No ma tipo sulle assurde sedi distaccate universitarie in posti improbabili, mica ha fatto nulla il caro professore… vero?

  2. Luigi Olivieri ha scritto:

    giusto, ma di sopprimere pure alcuni atenei inutili che mi dici??

  3. Dario Cafiero ha scritto:

    Giustissimo, fosse per me basterebbero 20 atenei in tutta Italia.

  4. Luigi Olivieri ha scritto:

    concordo in pieno, sono anni che lo dico… università che servono più ai “professori” che agli studenti…

  5. Dario Cafiero ha scritto:

    Luigi, ti faccio un esempio: che senso ha la sede di FOLLONICA dell’Università di Siena (ateneo che – AD ESEMPIO – ha un buco di oltre 200 milioni di euro, e costa molto più di molte province)? E potrei farti anche l’esempio si SAN GIOVANNI VALDARNO etc etc. Solo dalla dismissione degli immobili si recupererebbero svariati milioni di euro. E ripeto, queste sono solo le sedi decentrate, considera poi le prestigiose università dell’INSUBRIA, della TUSCIA, del SANNIO con le sedi decentrate di MOSCIANO SANT’ANGELO, BARONISSI, LANCUSI, PIEVE DI CENTO, POZZILLI (!!), EDOLO, SPINETOLI, GRUGLIASCO, SAN GIOVANNI ROTONDO (facoltà di Pellegrinaggio???), PRIORO GARGALLO, MIRANO etc etc etc

  6. Luigi Olivieri ha scritto:

    Dario, hai ragione… si potrebbe andare all’infinito, ma questi atenei sono proliferati nel tempo solo come mangiatoie burocratiche a scopi clientelari utili solo per prof trombati… gente che con la tesserina cisl si laureava prima solo per assurde convenzioni, vedi l’università di enna (si enna ha una università – roba da non crederci) la stessa siena o pescara. nel lazio oltre alle 3 uni di Roma (non bastava una?) si so aggiunte viterbo e cassino (un paese di 30000 abitanti) che ha pure due sedi distaccate nel territorio, ogni anno la regione deve coprire i buchi di bilancio, assurdo no? se si voleva fare una manovra non depressiva si doveva incomincia a trovare risorse da qui per destinarle allo sviluppo abolendo una volta per tutte l’irap. che ne pensi?

  7. Dario Cafiero ha scritto:

    Io – visto il piglio deciso (apparentemente) di Monti – mi aspettavo una riforma dello stato sul modello gollista del ’58 (portata avanti anche da Pompidou). Invece s’è scelto di ravanare nelle tasche, colpendo qua e là in modo confuso e poco proficuo. Secondo me si arriverà al pareggio , ma tempo un paio d’anni e saremo di nuovo punto e a capo. Anche i professori, nel loro piccolo, fanno le boiate.

  8. Luigi Olivieri ha scritto:

    e si, credo che una buona massaia avrebbe fatto di meglio. mi sembra che in questo Paese ci sono troppi professori e pochi bidelli…

  9. Luigi Olivieri ha scritto:

    comunque il governo monti non mi sembra abbia parlato di tagliare finanziamenti alle missioni, insomma bisogna tirare la cinghia o no?

  10. Riccardo Franceschin ha scritto:

    Non concordo assolutamente con l’indicazione “è una manovra di destra”, dipende da cosa s’intende destra allora. Mi pare che una manovra dove si aggiungono nuove tasse e soprattutto tasse patrimoniali (casa, auto e navi, conti titoli,…) non vedo come possa essere di destra! Non tocca la spesa sociale (tranne le pensioni, giustamente, perchè la difesa dei giovani dovrebbe essere il punto principale di tutti e soprattutto coloro che si ritengono “di sinistra”), ma anzi taglia sui costi della politica. Quanto a quella norma sulle banche, se non si fosse accecati dall’ideologia si capirebbe che è l’unico modo per far ripartire il CREDITO ALLE AZIENDE, che, come chiunque abbia un minimo contatto con la realtà sa, si è ridotto moltissimo in questo periodo. Se non vogliamo collassare in una depressione, invece che recessione, dobbiamo spingere le banche a far credito..

  11. Termometro Politico ha scritto:

    Baronissi e Fisciano sono le sedi dell’Università di Salerno, sono quelle ufficiali e non distaccate. Oltre 50000 studenti non proprio una sede inutile oltre ad essere stata secondo alcuni la prima università d’Europa nel 1050 (anche se non fu riconosciuta dall’imperatore dell’epoca)

  12. Dario Cafiero ha scritto:

    Sì ma al di là delle singole peculiarità, c’è da ammettere che c’è stata una proliferazione selvaggia ed indiscriminata.

  13. Nino Faraone ha scritto:

    in effetti in una microcittà come roma un università poteva bastare….

  14. Luigi Olivieri ha scritto:

    Dario, sono sempre più d’accordo con te. ci sono troppe università e ancora di più sedi distaccate. c’è bisogno di una bellea potatura.

  15. Dario Cafiero ha scritto:

    in effetti in megalopoli come PIEVE DI CENTO, POZZILLI, EDOLO, SPINETOLI, GRUGLIASCO, SAN GIOVANNI ROTONDO è NECESSARIO metterci una bella sede distaccata.

  16. Luigi Olivieri ha scritto:

    A Roma una Università come La Sapienza andava potenziata e nn subire la concorrenza di Tor Vergata (che potrebbe pure passare) e Roma 3…

  17. Dario Cafiero ha scritto:

    Per non passare da demagogo e qualunquista: perché non passare il personale di queste piffero di sedi decentrate a smuovere gli atti ed all’informatizzazione dei Tribunali? Lì ce n’è davvero bisogno di personale, e si tratterebbe di personale già qualificato. Con lo spostamento non ci sarebbero perdite lavorative e gli immobili dismessi potrebbero essere venduti facendo cassa.

  18. Luigi Olivieri ha scritto:

    questa sarebbe una buona soluzione dario. quella che manca è la volontà come al solito. la Società chiama il Palazzo non risponde mi verrebbe da pensare.

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