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pubblicato: mercoledì, 22 gennaio, 2014

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Ricordo delle foibe, polemiche a Roma

Ricordo delle foibe, polemiche a Roma

Ricordo delle foibe, polemiche a Roma

Polemiche a Roma dopo la decisione dell’amministrazione guidata da Ignazio Marino di tagliare i fondi destinati ai viaggi della memoria per le scolaresche in Istria e Dalmazia, sui luoghi della strage delle foibe. A denunciarlo è stato Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio, che ha parlato di un documento approdato in Commissione scuola dove è prevista la cancellazione dei viaggi in Istria e Dalmazia. Una decisione inaccettabile, secondo il centrodestra.

Le vittime del massacro delle foibe vengono ricordate in occasione della Giorno del Ricordo, celebrato ogni anno il 10 febbraio. La commemorazione è stata istituita con legge nazionale nel 2004.

Tra i più severi critici della decisione presa dal governo Marino c’è Francesco Storace, autore di un editoriale al veleno pubblicato stamattina sul Giornale d’Italia. Titolo: “La Nazione non merita l’oltraggio del sindaco”, un sindaco che per Storace si è dimostrato “smemorato e ignorante”.

Il massacro delle foibe

Il massacro delle foibe

 

“Proviamo pena per chi, come Ignazio Marino e il suo vicesindaco Luigi Nieri, persiste in un atteggiamento vergognoso nei confronti di una tragedia nazionale” ha scritto Storace, che nel biasimare Marino lo mette a paragone con Nicola Zingaretti: Storace infatti annuncia che il 10 febbraio si terrà una cerimonia per commemorare l’eccidio delle foibe e sottolinea come sia “importante, bella, significativa, anche la presenza di Nicola Zingaretti, presidente del Lazio, che ha finanziato su nostra proposta l’iniziativa e ha accettato di aderire all’invito a presenziare”.

“Noi ci siamo battuti affinché nella legge di bilancio tornasse il finanziamento per le iniziative legate al 10 febbraio” scrive ancora Storace, “il consiglio regionale ha detto sì all’unanimità dopo l’assenso del Governatore e dell’assessore alla Cultura, Lidia Ravera. Se avesse voluto, Marino i soldi avrebbe potuto chiederli proprio alla regione Lazio. Evidentemente non vuole ricordare”.

La decisione del primo cittadino della capitale viene criticata anche dal quotidiano Avvenire secondo il quale sindaco ha fatto una scelta “improvvida, non solo perché segna la prima celebrazione targata Marino, ma anche perché arriva proprio nel decennale della legge istitutiva del Giorno del Ricordo”.

Polemiche prive di fondamento, invece, secondo l’amministrazione capitolina. Alessandra Cattoi, assessore alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità, ricorda come “quando si è insediata la Giunta Marino, sul capitolo viaggi della memoria non c’era un euro. Ciò vuol dire che non erano stati stanziati neanche i fondi per il viaggio ad Auschwitz che abbiamo organizzato lo scorso ottobre. Se si teneva tanto a queste importanti iniziative, perché non sono stati previsti i fondi necessari dalla precedente Giunta?”

Sul Giorno del Ricordo Cattoi ricorda che “abbiamo già disposto per il 10 febbraio la deposizione di due corone di alloro, una presso il monumento al Milite ignoto e un’altra nella piazza intitolata alle vittime delle foibe istriane, accompagnata da un concerto della banda della Polizia Municipale. Inoltre, nella stessa giornata, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, si terrà un importante convegno che vedrà coinvolti illustri studiosi, a cui parteciperanno studenti di scuole romane”. Tutto qui? No, aggiunge Ignazio Marino su Twitter: “siamo in contatto con la Società di Studi Fiumani per celebrare il Giorno del Ricordo con le scuole romane” smentendo pure le voci di un dimezzamento dei fondi destinati ai viaggi  degli studenti ad Auschwitz nel 2014.

Già lo scorso agosto il ricordo delle foibe aveva incendiato il dibattito politico romano. A fare da miccia una frase pronunciata da Luigi Nieri, vicesindaco di Roma, esponente di Sel: “la memoria di Roma è legata all’occupazione nazifascista, altre città ricorderanno le foibe”. Anche in quel caso il centrodestra era insorto, chiedendo le dimissioni del vicesindaco. Storace compreso: “Dimettiti subito, Nieri, o almeno vergognati”.

Antonio Scafati


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7 comments
Adriana Maria Pascale
Adriana Maria Pascale

Ai miei tempi le gite scolastiche erano pagate dalle famiglie...che paese strano il nostro

Annamaria Cesini
Annamaria Cesini

Ma allora ogni anno si facevano queste gite pagate dal comune?

Massimo Siliato
Massimo Siliato

Da un sinistro vivisettore e truffatore me l'aspettavo .