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Sardegna, Pigliaru proclamato presidente con un mese di ritardo

Ricorsi, minacce, liti e polemiche hanno messo in discussione fino all’ultimo la vittoria ottenuta da Francesco Pigliaru alle elezioni regionali sarde di febbraio. L’esponente democratico è stato proclamato governatore dell’isola soltanto in giornata, a un mese dalla chiusura delle urne. È, infatti, arrivato questa mattina il responso dell’Ufficio regionale centrale presso la Corte d’Appello di Cagliari, che ha esaminato attentamente i risultati delle elezioni.

Ufficializzata la regolarità della consultazione, il Consiglio regionale ha venti giorni di tempo per riunirsi a partire da oggi, mentre la composizione della Giunta potrebbe essere presentata alla stampa già nelle prossime ore. Secondo quanto approvato dalla precedente giunta Cappellacci, il numero dei consiglieri è passato da 80 a 60 (36 sono del centrosinistra, 24 del centrodestra), le indennità di carica e i fondi ai gruppi consiliari sono stati azzerati.

Aumenta la pattuglia dei movimenti indipendentisti in Consiglio, mentre – nota stonata – soltanto 4 donne sono state elette all’assemblea sarda, tre del centrosinistra, una di Forza Italia. Grande assente il Movimento 5 Stelle, che non è riuscito a trovare in extremis l’accordo per la presentazione delle liste elettorali. er la prima volta nell’Assemblea sarda ci sarà un seggio per gli indipendentisti con Gavino Sale, leader di Irs. E non mancano altre formazioni sovraniste e autonomiste, dal Partito Sardo d’Azione ai Rossomori e l’Uds, o i recenti Partito dei Sardi e La Base, quasi tutti – tranne Psd’Az e Uds – alleati del centrosinistra.




ultima modifica: mercoledì, 12 Marzo 2014