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pubblicato: martedì, 13 gennaio, 2015

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Napolitano saluta: “Contento di tornare a casa”

Napolitano saluta, ultime ore da Presidente della Repubblica. Il Capo dello Stato, rispondendo ad una domanda rivoltagli da un bambino durante la manifestazione della Polizia “Una vita da social” in piazza del Quirinale, ha così salutato: “Certo che sono contento di tornare a casa. Qui si sta bene, è tutto molto bello, ma è un po’ una prigione. A casa starò bene e passeggerò”. È ormai prossima a concludersi l’esperienza di Giorgio Napolitano al Colle. Due mandati, per un totale di oltre 3 mila giorni da Presidente della Repubblica. In modo ironico e a volte anche critico è stato soprannominato Re Giorgio. E quel Palazzo tra il 1870 ed il 1946 ha ospitato i veri Reali d’Italia. Prima di loro erano stati i Papi a risiedere a lungo lì. Ora, dopo aver accompagnato il Paese in uno dei momenti più difficili della propria storia, Napolitano è pronto a lasciare definitivamente quel Palazzo e la carica più alta della nostra Repubblica.

L’augurio di Napolitano: “Che il Paese sia unito e sereno”

Il saluto ai corazzieri e poi un auspicio per tutti gli italiani: “L’augurio al Paese è che sia unito e sereno”. Una serenità che rischia di essere scalfita dagli ultimi fatti di Parigi: “Abbiamo visto nei giorni scorsi cosa è successo in un Paese vicino e amico come la Francia. Siamo molto incoraggiati dalla straordinaria manifestazione di Parigi però, insomma, sempre essendo attenti a stare in guardia e a non fare allarmismo, dobbiamo essere molto consapevoli della necessità, pur nella libertà di discussione politica e di dialettica parlamentare, della necessità di un Paese che sappia ritrovare, di fronte alle questioni decisive e nei momenti più critici, la sua fondamentale unità”.

dimissioni napolitano

Il saluto del premier Renzi da Strasburgo

Mentre da Strasburgo arrivava l’applauso del Parlamento europeo, Napolitano ha salutato i dipendenti del Quirinale che per quasi nove anni sono stati al suo fianco. Il premier Renzi, che nella giornata di ieri era stato a colloquio con il Capo dello Stato, nel discorso che ha concluso il semestre europeo a guida italiana, ha così omaggiato Napolitano: “È stato e ha rappresentato anche in questi sei mesi la guida per il nostro Paese e vorrei che oggi qui il Parlamento europeo portasse il proprio saluto al presidente della Repubblica, convinto europeista che proprio in queste ore lascerà il proprio incarico, avendo compiuto un lungo percorso di cambiamento e avendo affrontato le difficoltà in Italia con la saggezza e l’intelligenza che molti di voi hanno riconosciuto lavorandoci a fianco anche in quest’Aula negli anni passati”. Renzi ha poi proseguito il suo elogio nella conferenza stampa a Strasburgo: “Giorgio Napolitano è un grande presidente, un grande parlamentare europeo, continuerà a fare sentire la sua voce”.  Certo, il Presidente del Consiglio, che Napolitano potrà continuare a dare il suo contributo all’Italia anche “come senatore a vita”.

napolitano

Domani le dimissioni

Il Capo dello Stato firmerà la lettera di dimissioni domani. Lettera che verrà consegnata ai presidenti di Camera e Senato oltre che al Presidente del Consiglio. Dopo la consegna potranno avere inizio le procedure formali per l’addio di Napolitano probabilmente con una cerimonia pubblica al cortile d’onore. Lì riceverà gli onori militari. Da mezzogiorno di domani sarà quindi Pietro Grasso, attuale Presidente del Senato, a ricoprire provvisoriamente la carica di Presidente della Repubblica. Presidente supplente che assumerà comunque tutte le funzioni del Capo dello Stato.

Il futuro di Napolitano

Il futuro di Napolitano sarà invece quello di senatore a vita, probabilmente nel gruppo misto dove troverà un altro ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Verosimilmente in Commissione Esteri, ma non è da escludere che possa scegliere la Commissione Affari Costituzionali.

Bersani: “Ora nome all’altezza”

Per il Quirinale “bisognerà trovare una soluzione che giustifichi il fatto che questo stesso Parlamento nel 2013 abbia detto di no a Marini e Prodi. Bisogna trovare qualcuno di almeno comparabile a quelli che hanno segato: questa è la prima sfida”. Così Pier Luigi Bersani risponde a chi lo interpella sul prossimo capo dello Stato.

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