Burundi dimenticato

Pubblicato il 23 Maggio 2015 alle 14:10 Autore: Raffaele Masto

Sul Burundi, dopo il fallito colpo di stato, si sono spenti i riflettori. Spesso accade così che l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale venga meno anche se le vicende di cui si è interessata poco prima non sono affatto finite, anzi, forse sono addirittura divenute meritevoli di maggiore attenzione.

Burundi: dopo il golpe la guerra civile

E’ il caso del Burundi: dopo il fallito colpo di stato contro il presidente Nkurunziza la situazione è divenuta esplosiva e ora il paese sembra ad un passo da una guerra civile. Spenti i riflettori le strade della capitale Bujumbura hanno continuato a riempirsi come accadeva anche prima del colpo di stato.

E per le strade sono continuati disordini, scontri e tensioni con morti e feriti. L’ultimo di questi episodi è di poco fa: Tre persone sono morte nel centro della capitale, per l’esplosione di due granate lanciate tra la folla. Tutto ciò accade perché il presidente Nkurunziza, pur avendo fatto già i due mandati previsti dalla costituzione, vuole ripresentarsi alle elezioni che ha rimandato di qualche giorno, ma alle quali non vuole rinunciare.

burundi nkurunziza

Burundi: la frattura tra esercito e polizia

Ciò che fa temere che la situazione precipiti è che in questi ultimi giorni è emersa una frattura all’interno dello stato tra esercito e polizia. Qualche giorno fa un agente ha addirittura ucciso un militare durante una manifestazione durante la quale l’esercito si opponeva alle cariche della polizia che attaccava a colpi di arma da fuoco i dimostranti.

Tutto ciò da qualche giorno accade quasi sotto silenzio. Di sicuro i media internazionali, l’opinione pubblica e la diplomazia africana e europea si sveglieranno quando la situazione avrà raggiunto il punto di non ritorno e il piccolo Burundi sarà precipitato nuovamente in uno scontro frontale che sarà difficile disinnescare.

Ciò che servirebbe in queste ore è una presa di posizione netta dell’Europa che disconosca Nkurunziza, che minacci sanzioni a lui e al suo entourage. La sua avidità di potere sta alla base di tutto ciò che sta accadendo. L’Europa e l’Occidente in genere chiedono ai paesi africani elezioni, multipartitismo, democrazia. Che si dica che le elezioni sono democratiche se si svolgono nel rispetto della costituzione e non per il solo fatto che si svolgono.

L'autore: Raffaele Masto

Giornalista di Radio Popolare-Popolare Network. E' stato inviato in Medio Oriente, in America Latina ma soprattutto in Africa dove ha seguito le crisi politiche e i conflitti degli ultimi 25 anni. Per Sperling e Kupfer ha scritto "In Africa", "L'Africa del Tesoro". Sempre per Sperling e Kupfer ha scritto "Io Safiya" la storia di una donna nigeriana condannata alla lapidazione per adulterio. Questo libro è stato tradotto in sedici paesi. L'ultimo suo libro è uscito per per Mondadori: "Buongiorno Africa" (2011). E' inoltre autore del blog Buongiornoafrica.it
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