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pubblicato: lunedì, 27 luglio, 2015

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Vezzali ministro? “No grazie” da 25 mila firme

Valentina Vezzali e Margherita Granbassi

Una petizione su Internet – sulla piattaforma Change.org – ed un hashtag inequivocabile: #vezzalinograzie. Ha raccolto 25 mila firme l’iniziativa promossa da Patrizia Panico, capitano della nazionale femminile di calcio, contro l’ipotesi di designazione di Valentina Vezzali quale prossimo ministro dello Sport. Una petizione che ha fatto infuriare la diretta interessata.

La Vezzali – campionessa di scherma nonché parlamentare e vicepresidente di Scelta Civica – replica così alle voci su una sua promozione ministeriale, quale traino alla candidatura olimpica di Roma 2024: “sono solo indiscrezioni. Per ora non ho ricevuto alcuna telefonata e, semmai la riceverò, solo allora valuterò il da farsi”.

Duro invece il giudizio sulla petizione: “Fa male, secondo me, a tutto il mondo sportivo. E alle atlete donne in particolare. Ma siamo in democrazia e ognuno è libero di pensarla come vuole. Sono 25 mila quelli che hanno sottoscritto l’appello? E va bene, li rispetto, ma in Italia siamo 60 milioni”.

Vezzali e le altre olimpioniche

Vezzali ministro? “No, grazie”

Quello portato avanti con la petizione è un attacco frontale, con l’accusa alla Vezzali di non avere mai fatto interventi a sostegno delle battaglie contro le discriminazioni delle donne. E poi c’è il ricordo della celebre battuta – “Presidente, da lei mi farei toccare” – fatta dalla Vezzali a Silvio Berlusconi. Su cui la diretta interessata reagisce con fermezza: “Forse fui ingenua, ma non c’era niente di male, nel fioretto ‘toccare’ significa ‘colpire’, lo sanno tutti, se avessi fatto danza magari avrei detto a Berlusconi ‘facciamo due passi’. Sono solo strumentalizzazioni”.

Secca la replica anche alle accuse di non tutelare le donne sportive, come nel caso delle polemiche relative alle dichiarazioni dell’ex presidente della Lega Dilettanti Felice Belloli (“Basta dare soldi a quattro lesbiche”): “Basta cliccare sulla mia pagina Facebook per trovare ciò che dichiarai. Ma mi sono anche battuta per le ragazze del rugby, discriminate economicamente rispetto ai maschi. E poi per difendere la maternità delle atlete e il loro diritto ad avere una pensione. Tutto sta agli atti”. Riguardo invece alla preferenza per la famiglia naturale, la Vezzali replica: “Ebbene sì, io amo mio marito Domenico, ma credo soprattutto nell’amore e se due persone dello stesso sesso si vogliono bene, questa è la cosa più bella del mondo. Io sono a favore delle unioni civili”.

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