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pubblicato: venerdì, 14 agosto, 2015

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Pil: +0,2% nel secondo trimestre 2015. Frenano la Germania e la Francia.

E’ da anni che ci si chiede quando terminerà la crisi. Previsioni spesso troppo positive, a volte eccessivamente negative hanno attirato l’attenzione rispetto ai dati, quelli scientifici, oggettivi. E dal 2008 questi ultimi sono stati impietosi. Oggi, invece, dopo molto tempo, l’Istat stima per il secondo semestre una crescita del Pil (Prodotto Interno Lordo) dello 0,2%, rispetto al primo semestre.

0,2% è poco, ma in una situazione in cui la crescita era zero o addirittura (soprattutto) negativa, ecco che anche lo 0,2% (ovvero 0,5% rispetto al secondo trimestre 2014) risulti essere un grande obiettivo. Da viale XX settembre (sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze) si respira aria nuova. Sono soddisfatti dei dati sul Pil, Padoan e collaboratori, che sostengono come “programmazione finanziaria del governo sia basata su stime affidabili”, e come “dopo 13 trimestri consecutivi di calo tendenziale del Pil, abbiamo 2 trimestri di crescita”. Concludono evidenziando come “il Paese può e deve fare di meglio: riforme strutturali e politica economica favoriranno accelerazione”.

Padoan pensioni

Chi invece giudica non così positivamente la ripresa è l’associazione degli Industriali per eccellenza, Confindustria: “è quello che ci aspettavamo. Purtroppo è la conferma che non c’è una ripartenza vera”. Squinzi, poi, sostiene come via sia necessità del terzo e quarto trimestre positivo, “altrimenti sono guai”. Quali misure propone Squinzi per la crescita del Pil? “Si devono creare le condizioni favorevoli all’impresa, questo è il problema vero. In Italia, finché saremo così bloccati da tutte le complicazioni burocratico-amministrative e in più con tutti i problemi che abbiamo senza fare le riforme, non ci muoveremo”.

giorgio squinzi

Toti: “Servono fatti”

Polemico anche il commento via Twitter del governatore della Liguria Giovanni Toti: “Pil crescita dello zero-virgola. Politica economica #governo sbagliata! Bisogna abbassare le tasse! Basta proclami e promesse, servono fatti”.

Sul lato internazionale, invece, se Stati Uniti d’America e Regno Unito evidenziano un segno positivo (rispettivamente 0,6% e 0,7%), cresce meno del previsto il Pil tedesco (0,4%) e quello francese resta sostanzialmente invariato (0%).

 

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