Pensioni, flessibilità in uscita: Renzi preme per una soluzione rapida

Pubblicato il 19 Settembre 2015 alle 13:36 Autore: Redazione
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“Spero che riusciremo a trovare un primo rimedio già con la legge di Stabilità”. Sul versante pensioni il premier Matteo Renzi ha fretta e preme per una rapida soluzione del problema della flessibilità in uscita, dichiarando di aver già dato mandato ai ministri Padoan e Poletti di studiare una soluzione operativa già a breve.

Da Padoan arriva invece un commento, sempre a proposito della prosima Legge di Stabilità e delle pensioni, a proposito della questione esodati: “vedremo nella legge cosa si può fare”. E aggiunge: “La questione delle pensioni va vista nel complesso. I princìpi fondamentali del sistema pensionistico italiano, che è molto stabile e solido, devono essere preservati”.

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Pensioni e tasse

Nel frattempo, sul versante delle tasse il premier non arretra, confermando la volontà di eliminare “per sempre” – e per tutti – le tasse sulla prima casa: “Sarebbe un gigantesco autogol passare i prossimi sei mesi a decidere chi paga e chi no, senza avere un criterio uniforme. E allora: restituiamo fiducia agli italiani. La tassa sulla prima casa viene abolita per tutti e per sempre”.

Sempre riguardo alla tassazione, Renzi ribadisce l’obiettivo di proseguire nell’abbattimento, poggiando l’assunto sul trittico rappresentato dal bonus 80 euro, dalla riduzione dell’IRAP e, appunto, dall’eliminazione delle tasse sulla casa.

Sul tema, intanto, la CGIA promuove il premier e l’esecutivo. Secondo un’analisi dei provvedimenti normativi collegati alla tassazione, il governo Renzi ha ridotto le imposte sulle famiglie di oltre 7 miliardi, cui si aggiungono altri 8 sulle imprese, per un totale di 15.4 miliardi.

Tra le norme poste in essere, il bonus 80 euro, il bonus bebé, deduzioni Irpef e riduzione cedolare secca per abitazioni, oltre alle altre misure per le imprese – tra cui taglio irap, sgravi per nuove assunzioni a tempo indeterminato. Un complesso di tagli che controbilancia ampiamente gli aumenti sul versante della tassazione delle rendite finanziarie (+2.6 miliardi), l’IMU sui terreni montani e le tasse sui fondi pensione, tfr e capitali percepiti sulle assicurazioni vita, oltre che altri provvedimenti per le imprese, come la riduzione delle agevolazioni per produzione/cessione di energia prodotta da rinnovabili agroforestali.

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