Elezioni Catalogna: favoriti i partiti indipendentisti ma non l’indipendenza

Pubblicato il 25 Settembre 2015 alle 17:31 Autore: Guglielmo Sano
21-D, sondaggi indipendenza catalogna

Elezioni Catalogna: domenica 27 settembre la comunità spagnola andrà alle urne per rinnovare la giunta regionale. Il voto ha assunto il valore di  un referendum sull’indipendenza.

Elezioni Catalogna: gli ultimi sondaggi

A due giorni dalle elezioni per il rinnovo della giunta regionale catalana, i sondaggi  danno in netto vantaggio i partiti favorevoli all’indipendenza di Barcellona dalla Spagna. Il “parlamentino” catalano conta 135 seggi in totale, la maggioranza si raggiunge a quota 68.

Secondo le ultime rilevazioni pubblicate da El Pais, le forze “secessioniste”, cioè Junts pel Sì – coalizione che fa capo all’attuale governatore Arturo Màs – e CUP (Candidatura d’Unitat Popular), dovrebbero ottenere insieme 76-78 seggi, mentre le forze contrarie all’indipendenza (Popolari, Socialisti, Ciudadanos e la lista formata da Podemos insieme ai Verdi) alla fine dovrebbero raccoglierne in tutto 53-55.

Anche gli altri quotidiani spagnoli, tranne La Razon, danno i partiti indipendentisti fortemente in testa, d’altra parte, tutti rilevano che, con l’approssimarsi del voto l’arco delle formazioni non indipendentiste potrebbe guadagnare diversi punti di percentuale. Potrebbero pesare i voti dei catalani nati in altre comunità spagnole e quelli degli stranieri residenti in Catalogna: la maggior parte di essi è favorevole all’unità con la Spagna mantenendo un alto grado di “autonomia”.

elezioni catalogna

Elezioni Catalogna: la distribuzione dei seggi

Facendo una media tra i dati finora disponibili, Junts pel Sì dovrebbe superare agevolmente il 40% dei consensi, conquistando così 66-67 seggi e, dunque, arrivando (anche se di poco) sotto la soglia che gli consentirebbe di governare da solo. Gli verrebbero a quel punto in soccorso, sul versante della formazione di una maggioranza di governo stabile, gli anti-capitalisti di CUP: in forte ascesa, l’altro partito secessionista catalano (nella più rosea delle previsioni) potrebbe arrivare al 9% dei voti (non dovrebbe raccogliere meno dell’8%) e quindi conquistare 10-11 seggi.

Ciudadanos è, al momento, il più forte dei partiti per il “no”: dovrebbe arrivare a quota 19 seggi. Lo seguono, previsti per entrambi 14 seggi, Cat si que es pot, che vede insieme Podemos e Verdi catalani, e i socialisti del PSC. Mentre i Popolari, tradizionalmente minoritari nella comunità catalana, pare non andranno oltre i 10 seggi.

Per riassumere: anche se i partiti indipendentisti sbaraglieranno la concorrenza – come, più o meno, fanno a ogni consultazione locale – non dovrebbero comunque superare (sommando i propri risultati) il 50% dei voti. Se meno della metà dei catalani voterà per Junts pel Sì e CUP (ma anche nel caso in cui li votasse poco più della metà), i due partiti di certo governeranno senza problemi, ma non potranno che prendere i propri sogni di “indipendenza” e conservarli (molto a lungo, probabilmente) in un cassetto.

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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