Russia, incidente aereo Sinai: quello che sappiamo

Pubblicato il 3 Novembre 2015 alle 15:29 Autore: Guglielmo Sano
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Russia, incidente aereo Sinai: secondo il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi imputare la responsabilità dell’incidente aereo avvenuto nel nord est della regione del Sinai, vicino al confine israelo-egiziano, all’Isis è solo “propaganda”. Le autorità del paese hanno pienamente in mano la situazione, ha riferito il “faraone” ai microfoni della Bbc; parlare di un qualsiasi coinvolgimento di organizzazioni terroristiche, al momento, è solo “un modo di minacciare la stabilità e l’immagine dell’Egitto”. In effetti, un gruppo jihadista della penisola del Sinai, affiliato all’Isis, avrebbe rivendicato l’abbattimento dell’aereo, tuttavia, il messaggio non è stato ritenuto attendibile dalle agenzie d’intelligence statunitensi, russe ed egiziane.

Russia, incidente aereo Sinai: quello che sappiamo

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Dalle prime ricostruzioni, elaborate grazie al sito di monitoraggio FlightRadar24, pare che l’Airbus A321 sia salito di 3mila piedi in 3 secondi per poi riperdere bruscamente quota per ben due volte prima di restare del tutto privo di contatto radio. Alexander Smirnov, vicepresidente della Metrojet, ha riferito che l’aereo è sceso in picchiata per circa 5mila piedi (circa un chilometro e mezzo) alla velocità di 300 km/h nel minuto precedente allo schianto.

Secondo alcuni esperti, questi dati confermerebbero come l’incidente sia stato causato da una forte turbolenza, anche se una tale corrente ascensionale sarebbe normale su grandi distese d’acqua, non certo sopra una zona desertica. Tuttavia anche sul quotidiano russo Kommersant alcuni esperti, che hanno preferito rimanere anonimi, hanno parlato di una “decompressione esplosiva della fusoliera” che potrebbe essere stata causata da crepe o dall’impatto con dei frammenti di un motore danneggiato.

Appoggiano indirettamente quest’ultima tesi gli esperti contattati dall’agenzia di stampa Interfax che, dopo aver analizzato le registrazioni della cabina precedenti allo schianto contenute nella “scatola nera” dell’Airbus, hanno evidenziato come non ci sia “niente di insolito”, per cui i piloti sarebbero stati sorpresi da qualche evento “improvviso e inaspettato” tanto da non avere il tempo di inviare una richiesta di aiuto.

D’altra parte, continua l’esame dei detriti: gli oggetti “estranei” alla carcassa dell’aereo sarebbero “effetti personali” dei passeggeri. Dal Pentagono, intanto, riferiscono che un satellite americano ha ripreso un’esplosione proprio nella zona del Sinai attraversata dall’aereo: ciò confermerebbe che l’incidente sia stato causato da un’esplosione a bordo. Le autorità egiziane, da parte loro, sono intervenute per chiarire che non ci sono prove di una deflagrazione in quota.

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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