Mafia Capitale, via al maxiprocesso

Pubblicato il 5 Novembre 2015 alle 13:50 Autore: Redazione
mafia capitale, il maxiprocesso inizia

E’ iniziato oggi a Roma – nell’aula Vittorio Occorsio della cittadella giudiziaria di Piazzale Clodio ora affollata di avvocati e giornalisti – il maxiprocesso riguardante “il caso dei casi”, Mafia Capitale: gli imputati sono 46, 60 gli avvocati, 130 le udienze calendarizzate fino a luglio (3-4 a settimana), 200 i testimoni, centinaia i documenti depositati e migliaia le intercettazioni. Il Campidoglio si è costituito parte civile.

La rete è fittissima di personaggi coinvolti e gli intrecci di storie che coinvolgono un po’ i “piani alti” e un po’ quelli “bassi” sono numerosissimi. Con il “re delle cooperative” Salvatore Buzzi e l’ex Nar Massimo Carminati come “imputati-vertice” – che però, per motivi di sicurezza, seguiranno l’udienza in videoconferenza dalle carceri insieme anche a Riccardo Brugia – il processo vede coinvolte ben 18 persone con l’accusa di associazione mafiosa. Mafia Capitale, d’altronde, è l’efficacie definizione che è stata data a questa associazione criminale che, operando sia su Roma che su tutto il Lazio, ha corrotto funzionari pubblici, esponenti politici e amministratori di società varie con l’obiettivo di alterare gare d’appalto e ricavarne guadagni milionari.

Oggi ci si occuperà dei due decreti di giudizio immediato relativi agli arresti – i primi – del 2 dicembre 2014 e la Procura di Roma non ha dubbi: in testa c’è Massimo Carminati, il “cecato”, il quale “coordina tutte le attività dell’associazione, fornisce le schede telefoniche dedicate per le comunicazioni riservate, individua e recluta gli imprenditori, mantiene i rapporti con gli esponenti delle organizzazioni criminali presenti a Roma, con istituzioni, forze dell’ordine e servizi segreti”. Vicino a lui sia oggi che ieri – in quanto anch’egli gravitante nel mondo dei Nar – è l’altro grande assente in aula, Riccardo Brugia, accusato di custodire le armi dell’organizzazione e di aver coordinato le attività estorsive. Poi ci sono Roberto Lacopo e Matteo Calvio, rispettivamente il lavoratore alla pompa benzina di Corso Francia dove Carminati teneva le sue riunioni e l’aiutante di Brugia.

mafia capitale, massimo carminati

L’avvocato di Carminati: “Stavolta parlerà”

“Stavolta parlerà, è intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito perché vuole chiarire un sacco di cose e lo farà”, sono le parole dell’avvocato di Massimo Carminati, Giosuè Naso. Quello di Salvatore Buzzi, il presidente della nota cooperativa “29 giugno” anch’egli accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso, Alessandro Diddi, ha invece fatto iniziare la mattinata giudiziaria con una frase simbolica, quasi “libera tutti”: “C’è un cattivo, cattivissimo costume, ma non la mafia”.

La strategia che perseguirà iniziamente Naso sarà quella di smontare il capo d’imputazione per Carminati: “La mafia sotto il profilo penale è qualcosa di diverso e molto più grave”, ha aggiunto, mentre per Buzzi verrà presentata una nuova richiesta di patteggiamento, già una volta rifiutata. Le accuse per quest’ultimo sono di aver fatto da spola tra i “due mondi”, quello di sotto e quello di sopra, tenendo la gestione di mazzette e tangenti a politici e membri delle istituzioni.

Tutti gli uomini di Mafia Capitale

Tra gli altri imputati, che saranno i protagonisti delle prime fasi del lungo maxiprocesso, ci sono i “due pubblici ufficiali a libro paga” Franco Panzironi e Carlo Pucci, rispettivamente l’ex amministratore delegato – già condannato per lo scandalo Parentopoli durante la giunta Alemanno a 5 anni e 3 mesi – di Ama e il dirigente di Eur Spa.

A seguire Mirko Coratti (presidente dell’assemblea del consiglio comunale di Roma), Giordano Tredicine (consigliere comunale), Andrea Tassone (ex presidente del Municipio di Ostia, poi commissariato per mafia), Pierpaolo Pedetti (consigliere comunale), Luca Gramazio (ex consigliere comunale e poi capogruppo Pdl in Regione). Poi, un nome maggiormente noto ai più, Luca Odevaine, l’ex vicecapo di gabinetto dell’ex sindaco Walter Veltroni e componente del “Tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti asilo”. Proprio in questo ambito Odevaine è accusato di aver orientato le scelte del suddetto Tavolo dietro compensi in denaro.

Ad essere giudicati con rito abbreviato, con un udienza fissata per il momento al 26 novembre, ci sono anche l’ex assessore capitolino alle Politiche sociali Daniele Ozzimo, l’ex consigliere comunale di Centro Democratico Massimo Caprari, il collaboratore dell’ex presidente del municipio di Ostia Andrea Tassone Paolo Solvi e, infine, Gerardo e Tommaso Addeo, collaboratori di Luca Odevaine.

Mafia Capitale, Alemanno rinviato a giudizio

Per quanto riguarda invece Gianni Alemanno, l’ex sindaco è stato rinviato a giudizio.Le accuse contestate sono la corruzione e l’illecito finanziamento. Il gup Nicola Di Grazia si pronuncerà sulla richiesta dei pm di piazzale Clodio l’11 dicembre prossimo. Alemanno avrebbe ricevuto soldi da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati attraverso la sua fondazione Nuova Italia. Altri finanziamenti sarebbero arrivati all’allora sindaco di centrodestra tramite l’ex ad di Ama Franco Panzironi

 

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