Elezioni Burkina Faso: al voto dopo il tentato golpe

Pubblicato il 25 Novembre 2015 alle 17:59 Autore: Irene Masala
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Saranno 14 i candidati alle elezioni presidenziali del Burkina Faso, previste per il 29 novembre. Quattordici nuovi volti, ognuno dei quali rappresenta una possibilità per il Paese di attuare finalmente quella tanto attesa transizione democratica, lasciandosi alle spalle l’era di Blaise Compaoré, al potere dal 1987 quando eliminò con un colpo di stato il suo avversario Thomas Sankara. La campagna elettorale è iniziata ufficialmente l’8 novembre ed è la prima campagna politica presidenziale dagli anni ’80 in cui è assente sia Compaoré che il suo partito, il Congresso per la Democrazia e il Progresso (CDP). Questo ufficialmente. Ufficiosamente, invece, si sa che almeno 7 dei 14 candidati occupavano differenti ruoli all’interno del regime deposto e due dei favoriti – Roch Marc Christian Kaboré e Zephirin Diabré – erano ministri del governo Compaorè.

Elezioni Burkina Faso, Cedeao invia 133 osservatori

Il Cedeao, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale, ha deciso di inviare 133 osservatori in occasione delle imminenti elezioni nel Burkina Faso. Il loro compito sarà quello di monitorare lo svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative, sotto la responsabilità di Manuel Serifo Nhamadjo, presidente ad interim della Guinea-Bissau dal maggio 2012 al giugno 2014. Gli osservatori copriranno tutte le 13 regioni del Paese: 120 osservatori saranno dispiegati con un prospettiva di breve termine, strettamente attinente al momento elettorale, e 13 con mandato a lungo termine, attinente all’intera transizione politico democratica. Il monitoraggio – che consisterà in azioni di osservazione e controllo ma di non interferenza – seguirà tutte le fasi, dal momento pre elettorale, alle elezioni vere e proprie fino a tutto il periodo post elettorale. Gli osservatori saranno infine chiamati a redigere un report sull’intero svolgimento delle elezioni e con eventuali raccomandazioni alle varie parti politiche e sociali coinvolte nel processo elettorale.

Elezioni Burkina Faso: al voto a 2 mesi dal golpe

Le elezioni legislative e presidenziali si sarebbero dovute svolgere l’11 ottobre, ma il golpe di settembre ha costretto al rinvio. Il generale Gilbert Dienderé, capo della guardia presidenziale, il 16 settembre ha sequestrato e imprigionato il presidente ad interim, Michel Kafando, e il primo ministro provvisorio, Yacouba Isaac Zida. La motivazione di Dienderé sarebbe stata quella che una nuova legge vieterebbe al CDP, partito del deposto presidente, di partecipare alle elezioni. Il golpe – fallito – è l’ottavo colpo di stato in 65 anni. Il precedente è quello che nel 2014 – dopo 27 anni al potere – ha destituito Compaoré, grazie anche alla forza della rivolta popolare. Ed ora, dopo decenni di instabilità e colpi di stato non si può che intravvedere nelle elezioni del 29 novembre la prima vera chance di cambiamento democratico nella vita politica del Burkina Faso.

L'autore: Irene Masala

Specializzata in Editoria e giornalismo e appassionata di geopolitica e Medio Oriente. Negli ultimi anni ho viaggiato tra Libano, Turchia, Israele/Palestina, India e Messico grazie a diversi progetti che mi hanno permesso di conoscere da vicino le realtà socioculturali di questi Paesi così diversi tra loro. Al momento frequento il master della Business school del Sole24Ore in Giornalismo economico e politico e collaboro come editor e traduttrice per diverse testate.
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