L’Ucraina rifiuta la “formula Steinmeier”

Pubblicato il 30 Gennaio 2016 alle 10:45 Autore: Redazione
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Ucraina: le elezioni nei distretti regionali di Donetsk e Luhansk devono essere indette “in base al diritto ucraino, con la partecipazione di vari partiti politici ucraini, giornalisti e osservatori internazionali”. Così recita l’accordo stipulato in Normandia dai rappresentanti di Russia, Germania, Francia e Ucraina. Il piano filo-russo per le elezioninel Donbas, presentato il 27 gennaio 2015, d’altro canto, non è rispetta queste condizioni, secondo il gruppo di contatto ucraino.

L’Ucraina rifiuta la “formula Steinmeier”

Il programma che si articola secondo la “formula di Steinmeier” – dal nome del ministro degli esteri tedesco Frank Walter Steinmeier – prevede la modifica della Costituzione ucraina con la concessione d’autonomia alle zone occupate dai filo russi e che le elezioni nel Donbas vengano determinate come libere e democratiche dagli osservatori dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE).

Secondo Roman Bessmertniy, rappresentante ucraino al gruppo di contatto di Minsk, il documento attuativo presentato è scritto direttamente da Mosca. Oltre al fatto che tale documento “non rispetta la realtà”, durante i colloqui con gli omologhi russi sono sorte delle “ambiguità politiche” per cui la posizione dell’Ucraina non può che “rimanere invariata”.

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L’inviato plenipotenziario russo per i negoziati, Boris Gryzlov, ha riferito ai giornalisti che “la votazione sulla Costituzione deve essere legata all’adozione di modifiche agli articoli 1 e 10 della legge sullo status speciale, in modo da renderla permanente – inoltre – i poteri degli individui eletti nelle due repubbliche del Donbas non devono prevedere il termine del 2017”.

Durante i colloqui, i rappresentanti delle due repubbliche popolari hanno insistito sulla necessità di essere garantiti a livello costituzionale con una propria “percentuale in Parlamento”, quindi con il diritto di influenzare, tramite veto, tutte le leggi discusse nella Rada, in primis quelle riguardanti la politica estera e lo status d’ufficialità della lingua russa. Forse i ribelli, che sentono l’odore delle variazioni del vento, presumono d’essere sacrificati dal Cremlino e stanno scavando per darsi una posizione negoziale.

L’adozione di una normativa ucraina per uno status speciale nel Donbas, anche mediante l’introduzione di modifiche costituzionali, è un requisito fondamentale per una soluzione pacifica del conflitto.

D’altra parte, gli ucraini sostengono che, in un territorio che vede ancora forte la presenza di combattenti armati, dove lo Stato non ha il controllo del territorio e dei confini, sia impossibile sostenere elezioni libere e democratiche, dunque, le eventuali variazioni costituzionali, potranno essere approvate solo nel caso in cui le forze separatiste filo-russe si saranno ritirate. Nel discorso tenuto durante la sua visita a Kiev, Federica Mogherini, l’Alto Rappresentante degli Affari Esteri dell’Ue, in linea con l’intervento di Steinmeier del 19 gennaio, ha sostenuto che una de-escalation del conflitto è possibile solo con elezioni organizzate secondo la legislazione ucraina.

Gabrielis Bedris

L'autore: Redazione

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