Pubblicato il 18/02/2016

La polemica tra la ricercatrice italiana e il ministro dell’Istruzione Giannini

autore: Ilaria Porrone
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La polemica tra la ricercatrice italiana e il ministro dell’Istruzione Giannini

La ricerca in Italia è sempre un argomento che fa discutere e dividere. Meritocrazia, finanziamenti, fuga dei cervelli: da tempo il sistema italiano deve fare i conti con le lacune in questo campo. L’ultima polemica in ordine di tempo, è quella tra il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e la ricercatrice italiana Roberta D’Alessandro.
Pochi giorni fa il ministro aveva esultato per i risultati ottenuti dai ricercatori italiani vincitori del bando europeo Erc Consolidator, con cui l’European Research Council assegna fondi in vari ambiti (scienze naturali, fisiche, sociali) per circa mezzo miliardo di euro. Ben 32 ricercatori su 302 sono infatti italiani, e questo ha portato il ministro a complimentarsi sui social: “Un’altra ottima notizia per la ricerca italiana. Colpisce positivamente il dato del numero di borse totali ottenute dai nostri ricercatori, che ci posiziona al terzo posto insieme alla Francia. Ma, soprattutto, colpisce il fatto che siamo primi per numero di ricercatrici che hanno ottenuto un riconoscimento. Complimenti ai nostri ricercatori e alle nostre ricercatrici!”. La soddisfazione del ministro non è passata inosservata e ha stretto giro è arrivata la risposta di Roberta D’Alessandro:

“Ministra, la prego di non vantarsi dei miei risultati. La mia Erc e quella del collega Francesco Berto sono olandesi, non italiane. L’Italia non ci ha voluto, preferendoci, nei vari concorsi, persone che nella lista degli assegnatari dei fondi Erc non compaiono, né compariranno mai”. Una replica che ha fatto il giro del web e ha portato la ricercatrice sotto i riflettori”.

la ricercatrice italiana Roberta D'Alessandro
L’ennesima storia di cervelli in fuga, che hanno tentato di rientrare in Italia. Roberta D’Alessandro, in un’intervista, ha raccontato la frustrazione e le ‘sconfitte’ che non le hanno permesso di continuare la ricerca in Italia: “ho fatto diversi concorsi per rientrare in Italia. E, guarda un po’, arrivavo quasi sempre seconda” – e ha aggiunto: “in Italia ricevevo i complimenti della commissione. Cioè in molti casi era chiaro, ed era messo a verbale, che ero più qualificata di chi aveva vinto. [..] Una volta scrissero nel verbale che l’attività svolta all’estero non era quantificabile. Diventava un demerito. Quando invece è il contrario. Quindi quando ho sentito la frase orgogliosa del ministro sui ‘ricercatori italiani’ mi è salita la rabbia. Ma come: l’attività svolta all’estero non valeva allora per farmi vincere, e vale adesso per appropriarsi dei miei meriti?”.

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A stretto giro è arrivata anche la risposta del ministro. Stefania Giannini, al termine di un suo intervento all’Università per Stranieri di Perugia per il conferimento della laurea honoris causa al direttore generale dell’Unesco Irina Bokova, ha provato a smorzare le polemiche: “i ministri non si vantano, i ministri esprimono soddisfazione e apprezzamento per il risultato di una comunità scientifica, di cui la ricercatrice Roberta D’Alessandro, come tutti gli altri, fa parte”.

Autore: Ilaria Porrone

Classe 1987, vive a Roma. Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università di Roma Tre. Appassionata di storia e comunicazione politica, nel tempo libero è una volontaria della ONG Emergency. Collabora con Termometro Politico dal 2014. Su twitter è @IlariaPorrone
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