30/05/2016

Isis: saranno le tasse a distruggere il Califfato?

autore: Massimo Borrelli
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Isis: lo Stato Islamico sembra diventare più debole ogni giorno di più, almeno dal punto di vista finanziario. Come è stato rilevato ultimamente dall’IHS, centro studi che si occupa di analisi dei dati per la difesa e la sicurezza, le autorità del Califfato continuano ad aumentare le tasse. Inoltre, sono sempre di più i comportamenti multati: tutto pur di far cassa e mantenere un pesante apparato burocratico.

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Isis: saranno le tasse a distruggere il Califfato?

Secondo gli esperti dell’IHS gli introiti provenienti dalla tassazione costituiscono il 50% delle entrate mensili dello Stato Islamico: dopo le ultime perdite territoriali si sono ridotti del 23%. Tra dicembre e marzo, si precisa sempre dall’IHS, il gruppo islamista ha perso il 22% delle sue conquiste: la popolazione del Califfato si è drasticamente ridimensionata passando da 9 a 6 milioni. Meno persone meno imposte ma anche meno proprietà da confiscare.

Da dicembre circa, allora, è partita una campagna capillare – nonostante l’imposizione delle multe rimanga ancora a discrezione delle autorità locali – di sanzioni (solo le più importanti nella grafica sopra) che ha investito in modo serrato anche gli aspetti più “personali” della vita in comune: dalla barba tagliata male ai vestiti troppo stretti passando per il possesso di un singolo pacco di sigarette. La maggiore fiscalità della polizia “religiosa” riscontrata tra febbraio e marzo – si sottolinea in ultima analisi dall’IHS – non può non essere un segnale dei sempre più gravi problemi finanziari dello Stato Islamico.

Autore: Massimo Borrelli

Nato a Salerno, laureato in Giurisprudenza, ho frequentato il Master in Diritto delle Telecomunicazioni a Madrid. Da sempre appassionato di Politica e Web, sono riuscito a conciliare queste due passioni dedicando il mio tempo libero al Termometro Politico, testata online indipendente e senza bandiere. Seguilo su Twitter @borrellimassimo e su G+ Massimo Borrelli
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