07/07/2016

La fronda Ncd

autore: Redazione
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La fronda Ncd 

E’ stato blindato dal premier, rassicurato dai suoi fedelissimi, eppure Angelino Alfano non si sente tranquillo. La fronda Ncd che chiede di tornare ai tempi del patto del Nazareno si allarga ogni giorno che passa. Sono in sette/otto i senatori centristi che vorrebbero porre fine al rapporto con Renzi e fare uno sgambetto al ministro dell’Interno considerato troppo accomodante nei confronti del premier e ora travolto dall’inchiesta Labirinto.

Fronda Ncd, i nomi

I componenti della fronda sarebbero nell’ordine di Esposito, Formigoni, Azzolini, Ilardi, Schifani, Gualdani, Sacconi. I diretti interessati si sono affrettati a smentire ogni coinvolgimento.

Fronda Ncd, fioccano le smentite

Il senatore Sacconi, in un’intervista al Corriere della Sera, ha affermato che “non si tratta di scegliere se restare o no al governo in astratto perchè c’è un nodo ben più importante da sciogliere: dobbiamo sminare il terreno, anche con l’aiuto di Forza Italia, per tentare di rimuovere il carattere lacerante del referendum costituzionale di ottobre”. Concetto ribadito nel pomeriggio: “Come è abbastanza noto, mi sono irrevocabilmente dimesso da capogruppo con la rottura delle larghe intese sulle riforme per la mancata condivisione del presidente della Repubblica. Così come ho criticato in particolare la legge divisiva sulle unioni civili ed il ricorso per essa al voto di fiducia. Da allora valuto liberamente ogni singolo provvedimento e non mi coordino con alcun collega”.

Il presidente dei senatori di Area popolare Ncd-Udc, Renato Schifani nega invece imboscate al governo Renzi: “Leggo da retroscena giornalistici che il Gruppo da me presieduto predisporrebbe un’ipotetica imboscata in occasione del voto sul dl Enti locali. Vorrei ricordare come fino ad oggi il gruppo di Ap in Aula si è sempre dimostrato responsabile e compatto, e non ha mai dato luogo ad atteggiamenti ambigui e non in linea con il palese sostegno al governo”.

Gualdani, altro presunto frondista, ribadisce “con forza e confermo sia il mio leale sostegno all’esecutivo Renzi, un governo coraggiosamente riformatore, che alla linea politica di Area Popolare”. Per il senatore di AP, Viceconte, è in atto “un violento e barbaro attacco mediatico di cui da giorni è fatto oggetto il ministro Alfano insieme alla sua famiglia, attraverso la consueta spettacolarizzazione di intercettazioni che non hanno alcun valore penale e che soprattutto gli stessi magistrati avevano scartato”. Ma in questo caso fa testo una massima dell’ex presidente del Consiglio Andreotti: “Una smentita non è altro che una notizia data due volte”.

 

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Redazione del Termometro Politico.
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