Tutti i paesi offesi da Boris Johnson

Pubblicato il 15 Luglio 2016 alle 16:11 Autore: Guglielmo Sano
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Tutti i paesi offesi da Boris Johnson

Andando ad analizzare la successione degli eventi non stupisce la nomina di Boris Johnson al Foreign Office. Dopo il referendum sulla Brexit, le dimissioni di Cameron e il conseguente insediamento di Theresa May al 10 di Downing Street, agli Esteri non poteva che essere nominato un esponente del “Leave”. L’ex sindaco di Londra, che ne è stato nel bene e nel male il capo “carismatico” era in pole position, in particolare, dopo la rinuncia a correre per la carica di leader dei Tories. Tuttavia, la sua quantomeno “controversa” personalità ha fatto – forse anche legittimamente – storcere il naso agli inglesi, abituati ad avere politici dotati di un sense of humour molto più sottile rispetto a quello di Johnson (video sotto). Ma il problema – pare di capire – non è tanto il suo lato “ironico” ma la sua notoria mancanza di “diplomazia”, nel vero senso della parola.

Tutti i paesi offesi da Boris Johnson

Per capire quello che di cui si parla basterà dare un’occhiata alla mappa realizzata dal The Indipendent riportata sotto. Contrassegnati in rosso tutti i paesi che Johnson ha in qualche modo “ufficialmente” insultato. Mezzo globo. Certo, Johnson ha lavorato, soprattutto, per grandi “aree tematiche”, per esempio, indirizzando le sue “sagaci” battute ai Paesi del Commonwealth considerati nel loro insieme, d’altra parte, è stato anche in grado di cesellare insulti con una “precisione” inusitata, sintomo di un “talento” indiscutibile. Per stessa ammissione del quotidiano inglese, infatti, la mappa è in corso d’aggiornamento, perché, davvero, Johnson ha insultato un sacco di gente. Di seguito una breve selezione:

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Paesi del Commonwealth

“La Regina ha imparato ad amare i Paesi del Commonwealth, anche perché questi le forniscono sempre folle plaudenti e sbandieratori negretti (piccaninnies)”. Variazione sul tema: “viene accolta con watermellon split smiles” (letteralmente “sorrisi a fetta di anguria”, espressione basata su un tipico stereotipo razzista che vorrebbe le persone di colore ghiotte di tale frutto e che si riferisce, inoltre, a quella che si vorrebbe la loro tipica dentatura).

Irlanda e comunità irlandese di Londra in particolare

La festa di San Patrizio, solo “lefty crap”, più o meno “st****ata sinistroide”, ha detto Johnson quando era ancora sindaco di Londra. Gli irlandesi? “Pigri e stupidi“.

Scozia e Nicola Sturgeon

Johnson ha paragonato la leader del SVP e primo ministro scozzese Nicola Sturgeon a “Re Erode in una baby farm“, a una “volpe nel pollaio”, a un “ladro di gioielli con le chiavi della Torre di Londra”, a un “vorace punteruolo (insetto, ndr)”, ad Attila e, già che c’era, a Lady Macbeth. Il referendum sull’indipendenza scozzese? “Un atto di auto-mutilazione che rallegrerà i nostri nemici”.

Amsterdam

Parlando della necessità di indurire le leggi anti-droga britanniche ha definito la città olandese “squallida” (sleazy)

Obama e Hillary Clinton 

Il Presidente Usa, per Johnson, nutre del risentimento “ancestrale” verso il Regno Unito perché “mezzo kenyota”. Nel 2007, Johnson ha paragonato Hillary Clinton a una “infermiera sadica in un ospedale per malati di mente”.

Cina 

Comparata con quella dell’Impero Britannico, l’influenza culturale della Cina, in pratica,  è “pari a zero” e con poche speranze di aumentare.

Putin ed Erdogan

“Nonostante abbia l’aspetto di Dobby l’Elfo domestico (un personaggio della saga di Harry Potter, ndr) è un tiranno spietato e manipolatore”. Per quanto riguarda il Presidente della Turchia, basterà dire che si è aggiudicato il primo premio nel “President Erdoğan offensive poetry competition” indetto dallo Spectator.

Papua Nuova Guinea

“Per dieci anni noi nel partito Conservatore ci siamo abituati allo stile della Papua Nuova Guinea con orge di cannibalismo e uccisioni dei capi”

Unione Europea

Sta tentando di creare un “super stato” proprio come Hitler.

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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