pubblicato: mercoledì, 10 Ago, 2016

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La vignetta del Fatto contro il Ministro Boschi

La vignetta del Fatto contro Boschi

Dopo la sospensione del direttore del Quotidiano Sportivo Giuseppe Tassi per aver chiamato “cicciottelle” le tre arciere italiane a Rio, nuove accuse di “sessismo” vengono rivolte ad un altro direttore di giornale: Marco Travaglio. Stavolta la questione coinvolge a pieno titolo anche la politica e il suo rapporto con l’informazione. In sintesi. Stamani sulla prima del Fatto Quotidiano, giornale diretto dallo stesso Travaglio, viene pubblicata una vignetta di Riccardo Mannelli in cui è raffigurata Maria Elena Boschi seduta, con le cosce in bella mostra mentre fa un comizio. Titolo: “riforme: lo stato delle cos(c)e”. Bum! In mattinata, alla lettura dei quotidiani, molti esponenti politici del Partito Democratico hanno condannato la vignetta accusando il Fatto di “sessismo” e di vera e propria “ossessione” nei confronti del ministro delle Riforme. Sono intervenute anche la Presidente della Camera Laura Boldrini e la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, da sempre in prima linea in difesa delle donne in politica.

La Presidente della Camera che recentemente è stata paragonata da Matteo Salvini ad una bambola gonfiabile ha tuìttato: “#Uomini basta sessismo, siamo nel 2016. Rinnovatevi anche nella satira. Solidarietà alla Ministra #Boschi @meb”.

Tutto il Pd contro Travaglio

Dal Partito Democratico scende in campo a difesa della Boschi, Valeria Fedeli che parla di “becero sessismo”: “Adesso anche la satira politica scade nel sessismo? Eravamo abituati ad una funzione importante, utile ed irrinunciabile della satira politica, anche di quella più graffiante e ‘cattiva’ ma quando si cede al sessismo o alla volgarità la satira diventa qualcosa di diverso. E’ una presunta satira che non fa ridere, è greve e persino imbarazzante”. La levata di scudi dei democratici nei confronti del ministro delle riforme è imponente. Sabrina Capozzolo, responsabile delle politiche agricole, accusa “certa stampa” di violare la “deontologia professionale” facendo “vergognare una categoria”. La deputata Stella Bianchi definisce la vignetta di Mannelli “vergognosa” mentre la responsabile Nazionale per lo Sport e il Welfare, Daniela Sbrollini, se la prende direttamente con il direttore del Fatto: “Veramente basta! Travaglio offende il ministro Boschi e tutte le donne impegnate in politica e non solo!”. Francesca Puglisi, invece, si rivolge direttamente al predecessore di Travaglio alla direzione del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro (ex direttore dell’Unità): “Padellaro era uomo di sinistra – scrive su twitter la responsabile scuola del Pd – mi chiedo come possa pubblicare senza provare vergogna vignetta volgare e sessista come quella di oggi”. Ma la risposta più dura rivolta a Travaglio proviene dalla deputata Pina Picierno che descrivendolo come un “ominicchio” a cui “tocca rifugiarsi nel sessismo più schifoso”.

Se stavolta l’accusa di misoginia è stata unanime, stessa cosa non si può dire per la definizione data a inizio luglio dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che in direzione Pd definì il sindaco di Roma Virginia Raggi una “bambolina imbambolata”. Delle esponenti del Pd di cui abbiamo riportato le dichiarazioni odierne, sulle agenzie si ritrovano solo le critiche di Picierno e Fedeli nei confronti di De Luca. E con toni molto più blandi rispetto a quelli di oggi. Per le altre, silenzio assoluto. Ennesima dimostrazione di come, parole ormai logorate come “sessismo” e “misoginia” siano usate solo in base all’opportunismo politico.

Travaglio contro Boschi

Non è la prima volta che il direttore del Fatto viene accusato di misoginia nei confronti del ministro delle Riforme. Il 5 aprile 2016, nel bel mezzo dello scandalo su Tempa Rossa, Travaglio in un editoriale scrisse che la Boschi era stata “trivellata dai pm” riferendosi all’interrogatorio dei magistrati di Potenza al ministro come persona informata sui fatti. Dopo la prevedibile bufera per l’uso del verbo “trivellare”, il direttore del Fatto si difese ad Otto e Mezzo parlando di “verbo con un significato etimologico ben preciso” ovvero “scandagliare, scavare nel profondo” senza alcun “riferimento sessuale”. Ancora, un anno fa nuove polemiche scaturirono dal commento di Travaglio ad una dichiarazione del ministro in cui quest’ultima esprimeva il desiderio “di avere un figlio maschio per insegnargli a rispettare le donne”. “Decisamente più difficile sarà spiegare al pupo come fu che mamma divenne ministro” scrisse Travaglio nella sua rubrica del lunedì. E giù ancora accuse di “sessismo”.

 

@salvini_giacomo

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