20/09/2016

Riforma Scuola, che cosa cambia per gli esami di maturità

autore: Andrea Turco
Caos cattedre, scuola

Riforma Scuola, che cosa cambia per gli esami di maturità

Cambia la maturità per gli studenti italiani. A riportarlo è Repubblica che cita le novità contenute nella bozza di legge delega che segue la Buona Scuola.

Se dovesse essere approvata, la legge cambierà alcuni capisaldi della formazione primaria e secondaria degli studenti italiani. Partiamo dall’inizio.

Vengono abolite le bocciature alle elementari mentre nel primo ciclo di studio (elementari e medie) viene reintrodotta la valutazione con giudizi (cinque lettere dalla A alla D). Limitate anche le bocciature alle medie dove gli insegnanti potranno rimandare gli studenti solo in “casi eccezionali”. Subisce una semplificazione l’esame di terza media che avrà solo due scritti e un colloquio. Le contestate prove Invalsi rimarranno ma il loro voto non influirà sul giudizio finale dello studente. Cambia anche la modalità di supervisione degli esami. A presiedere infatti non sarà più un esterno ma il preside della scuola. Cambia anche la valutazione della condotta: non sarà più un giudizio personale sullo studente ma sarà rapportata sulla “base di indicatori nazionali relativi allo sviluppo delle competenze personali, sociali e di cittadinanza”.

Riforma scuola, cosa cambia alle superiori

Il grosso delle novità interesserà la scuola secondaria. Anche qui, come alle medie, scompare una prova scritta dalla maturità (la cosiddetta terza prova) rimangono quella di italiano e quella di indirizzo (versione di latino o greco per il classico, matematica allo scientifico). Viene riformulata l’assegnazione dei crediti valevoli per il giudizio finale. Ogni prova varrà 20 punti (ad oggi ogni prova scritta vale 15 punti mentre il colloquio finale 30) mentre il percorso personale dello studente peserà 40 punti invece che 25.

Riforma scuola, chi presiederà gli esami di maturità?

Al momento sono due le ipotesi al vaglio: “commissione composta da soli membri interni e da un presidente esterno; oppure composizione attuale: tre membri interni e tre esterni, ma con un unico presidente esterno per tutte le classi della scuola”.

Grande rilevanza avrà il test Invalsi che verrà inserito nell’ultimo anno delle superiori. Non influirà sul giudizio finale ma il suo esito verrà riportato nella scheda di valutazione insieme alla pagella. La decisione di inserire il test Invalsi nasce da un’esigenza: dare maggiora uniformità di giudizio tra Nord e Sud.

Anche quest’anno, infatti, è stato ampio il dibattito sul diverso metro di giudizio tra i professori del Nord e quelli del Sud con questi ultimi considerati di manica troppa larga. La bozza messa a punto dal governo mira proprio ad eliminare casi del genere.

Autore: Andrea Turco

Classe 1986, dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano approda a Termometro Politico.. Dal gennaio 2014 collabora con il portale d'informazione Smartweek. Su Twitter è @andreaturcomi
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