Pubblicato il 05/10/2016

La Crimea si sta letteralmente avvicinando alla Russia?

autore: Guglielmo Sano

La Crimea si sta letteralmente avvicinando alla Russia?

Secondo gli scienziati dell’Accademia delle Scienze con base a Mosca, il massimo organo scientifico nazionale, sì, la Crimea si sta avvicinando alla Russia. Letteralmente. Nel vero e proprio senso della parola. Gli esperti hanno cominciato a rilevare dei dati in merito ai movimenti tettonici della penisola nel 2014, tra l’altro, lo stesso anno del contestato referendum sull’annessione dell’allora regione ucraina.

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La Crimea si sta letteralmente avvicinando alla Russia?

Dopo poco più di due anni, Alexander Ipatov, dell’Istituto di Astronomia applicata dell’Accademia, ha ufficialmente comunicato il risultato degli studi condotti finora: “non è uno scherzo, anche se potrebbe sembrarlo, la Crimea si sta muovendo verso nord-est“, per precisione, si sta spostando, con una velocità di circa 2,9 millimetri all’anno, verso il Mar d’Azov, in direzione del territorio russo e ucraino.

Il dato ha una particolare importanza visto che gli ingegneri russi sono al lavoro per costruire un costosissimo ponte tra la Russia e la Crimea, collegata via terra solo con l’Ucraina.

Detto ciò, dopo aver abbondantemente scomodato “lingua” e “storia”, anche la scienza entra a gamba tesa nell’aspra contesa territoriale. D’altra parte, la regione che apparteneva a Kiev – e che secondo la comunità internazionale le appartiene ancora – è de facto sotto il controllo russo (recentemente sono stati rinnovati gli organi locali parallelamente al voto per il parlamento russo) sin dal 27 febbraio 2014, quando militari ben equipaggiati e senza insegne issarono la bandiera della Federazione sugli edifici governativi di Sinferopoli, la capitale della Crimea.

A posteriori, quello appena riferito si può considerare il primo passo verso il ritorno alla “madrepatria”, che si sarebbe completato meno di un mese dopo. Anche se il Cremlino ha sempre mostrato ritrosia nell’ammettere un coinvolgimento diretto nella guerra civile ucraina, dal 2015, per volere di Putin, in Russia il 27 febbraio è il “Giorno delle forze speciali”. Strana coincidenza.

Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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