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pubblicato: giovedì, 13 ottobre, 2016

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Scelta Civica: ovvero, la scissione dell’atomo

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Scelta Civica: ovvero, la scissione dell’atomo

Ora è ufficiale: l’Ufficio di Presidenza della Camera ha dato il via libera alla formazione di “Scelta Civica verso i cittadini per l’Italia – MAIE”, il nuovo gruppo parlamentare fortemente voluto da Enrico Zanetti, che ufficializza il nuovo sodalizio tra il segretario di Scelta Civica e Ala di Denis Verdini e pone la parola fine al vecchio progetto imperniato sulla figura dell’ex premier Mario Monti.

La guerra legale tra Monti e Zanetti sembra dunque aver trovato una conclusione. L’ex premier – che da anni aveva ormai abbandonato la sua “creatura” – resta titolare del simbolo ma non del nome, secondo quanto sancito dall’Ufficio di Presidenza. E così arriva l’ok al nuovo gruppo. Un via libera con deroga, visto che il “matrimonio” tra Zanetti e Verdini si traduce in un gruppo di 15 elementi, cioè inferiori alla quota minima di 20 (da raggiungere entro un “tempo congruo”, secondo quanto deliberato dall’Ufficio di Presidenza).

La creazione del nuovo gruppo segue la delibera dell’Assemblea Nazionale di Scelta Civica che, pur in presenza di una vistosa spaccatura – 63 sì e 39 contrari – la settimana scorsa aveva avallato la linea del segretario Zanetti di ritirare l’affiliazione politica dal vecchio gruppo parlamentare e di dare vita ad un nuovo gruppo di riferimento del partito.

A seguire Zanetti sono altri 3 deputati del vecchio gruppo: Angelo Antonio D’Agostino, Mariano Rabino e Giulio Sottanelli. Sarà proprio quest’ultimo a presiedere il nuovo gruppo, mentre Rabino e Ignazio Abrignani (ex PDL e Forza Italia) svolgeranno il ruolo di portavoce. A completare il gruppo anche un esponente MAIE e 10 membri di Ala – tra cui il già citato Abrignani – il gruppo facente riferimento all’ex forzista Denis Verdini. Ma il vecchio gruppo non ci sta: e così alla Camera nasce (o meglio, cambia denominazione) anche “Civici e Innovatori”, composto dai 16 deputati montiani non disposti ad accettare lo strappo sancito da Zanetti.

Scelta Civica: il dato politico ed elettorale

Il dato squisitamente politico è rappresentato dalla certificazione dell’ingresso ufficiale nell’area della maggioranza di Verdini e dell’ala ex forzista. Una mossa che, pur non traducendosi al momento in un riconoscimento tangibile (“poltrone”) non potrà certo far piacere alla minoranza PD, da tempo contraria all’allargamento della maggioranza di governo a Verdini e i suoi.

Ma al di là delle frizioni interne alla maggioranza e al PD, ciò che resta sul campo è una battaglia legale ed una serie di scelte politiche che hanno dilaniato e sostanzialmente atomizzato Scelta Civica, dilapidando un tesoretto del 10% – il risultato centrato dal progetto montiano alle politiche 2013, in alleanza con UDC e FLI – e sprofondando allo “zero virgola”. Dall’ambizione di un terzo polo autonomo alla quasi totale dissoluzione: cercare di invertire il trend sarà la vera grande sfida di tutti gli eredi dell’ex premier.

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