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pubblicato: giovedì, 20 ottobre, 2016

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Buone notizie sul fronte turismo, ma troppe le differenze tra le regioni italiane

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Buone notizie sul fronte turismo, ma troppe le differenze tra le regioni italiane

“Nei primi 8 mesi del 2016 abbiamo staccato il 30% in più di biglietti rispetto allo stesso periodo del 2015 e, a fronte di questo incremento, gli incassi sono aumentati del 12%”. A dirlo è Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi,  il Museo delle Arti del XXI, a margine della presentazione del rapporto Federculture 2016. Secondo il report, in Italia il turismo culturale cresce del 7% in termini di arrivi e del 5% nelle presenze. Inoltre,  l’Italia recupera 18 posizioni nella classifica della competitività turistica del World economic forum, passando dal 26esimo posto del 2013 all’ottavo del 2015. Ma ancora una volta il nostro Paese risulta diviso.

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L’Italia divisa anche nel turismo

Sono solo cinque le regione che godono del maggior flusso di turisti. Il 65% degli stranieri si concentra nel Lazio, Lombardia, Veneto, Toscana e Campania. “Arrivi e presenze  – si legge nello studio – sono ancora fortemente concentrate in alcune regioni  e gran parte delle numerose attrattive del territorio, in particolar modo ancora una volta al Sud, non sono adeguatamente valorizzate”. Differenze significative anche nei ricavi. Se in Lombardia i turisti hanno speso oltre 6 miliardi di euro, in Sardegna si fermano a 600 milioni.

Molte differenze anche per i musei

Un analogo problema di concentrazione si registra anche  sul fronte dei musei.  L’86% dei turisti si riversa in 5 regioni  (Lazio, Campania, Toscana, Piemonte, Lombardia). Il Lazio è la regione con il maggior numero di visite (oltre 20 milioni), a seguire  Campania e Toscana che si  7 milioni. Male Basilicata, Abruzzo e Calabria che registrano  poche centinaia di migliaia di persone. Manca dunque una corretta promozione di queste regioni. Il caso più clamoroso è forse il numero esiguo di visitatori del Museo archeologico di Reggio Calabria dove sono esposti i Bronzi di Riace. Nonostante il rifacimento dello storico edificio reggino, costato 33 milioni di euro (il triplo degli undici previsti), il museo non ha mai registrato un vero e proprio boom di visite. D’altronde, il sito è ancora in costruzione. E dall’immagine in alto a destra non promette nulla di buono. Vedere per credere.

Le famiglie italiane ricominciano a spendere per la cultura

Buone notizie sul fronte della cultura. Nel 2015 cresce del +4% la spesa delle famiglie per cultura, spettacoli e ricreazioni. Sono 67,8 i miliardi di euro incassati nell’ultimo anno. In media ogni famiglia ha speso 126,41 euro. L’intero comparto conta un milione e 190 mila lavoratori, il 5,3% del totale degli occupati in Italia. Il  Trentino Alto Adige è la regione che spende di più. “Nel nostro Paese si possono già detrarre le spese sanitarie e penso che sarebbe cosa buona poter detrarre anche quelle in cultura, che sono veramente una medicina che fa bene alle persone” –  ha concluso Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi, commentando alcune proposte di Federculture.

 

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