Pubblicato il 31/10/2016

Elezioni Moldavia: ecco perché sono importanti

autore: Guglielmo Sano

Elezioni Moldavia: ecco perché sono importanti

Bisognerà andare al ballottaggio per conoscere il nome del nuovo presidente della Moldavia. Al primo turno, il candidato filo-russo esponente del Partito Socialista della Repubblica di Moldavia Igor Dodon ha preso il 48,26% delle preferenze, sfiorando la vittoria contro il candidato pro-Ue di Azione e solidarietà Maia Sandu che ha raccolto il 38,42% dei voti. Fatti fuori gli altri 7 candidati alla carica di Capo dello Stato, Dodon e Sandu si fronteggeranno il 13 novembre, data stabilita per il secondo turno.

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Elezioni Moldavia: ecco perché sono importanti

  1. Quelle di ieri sono state le prime elezioni presidenziali indirizzate dal voto popolare dopo ben 20 anni. Infatti, il 4 marzo 2016, la Corte Costituzionale della Moldavia ha dichiarato “incostituzionale” l’elezione indiretta del Presidente della Repubblica prevista dall’ultima revisione della carta fondamentale avvenuta nel 2000.
  2. L’affluenza al primo turno non ha superato quota 48%. Commentando l’esito della tornata con la stampa internazionale, la Sandu ha dichiarato che alla porzione più giovane dell’elettorato è stato impedito di votare, tuttavia, non ha fornito ulteriori precisazioni al riguardo: “abbiamo avuto una bassa affluenza tra i giovani perché le autorità gli hanno impedito di recarsi alle urne, speriamo di abbattere questi ostacoli al secondo turno”. Nel frattempo, Dodon commentava il suo importante risultato: “nessuno crede più in questo governo, la nostra vittoria è inevitabile”.
  3. Il candidato socialista non ha mai nascosto la volontà di spingere il paese alle urne per eleggere un nuovo parlamento in caso di vittoria. D’altra parte, i poteri del Capo di Stato moldavo sono limitati all’elezione dei giudici della Corte Costituzionale e ad alcune importanti materie di politica estera. Proprio per questo motivo, il prossimo ballottaggio viene attentamente monitorato da Bruxelles e da Mosca: l’ex Repubblica Sovietica è situata in un punto chiave del continente, incuneata com’è tra Romania e Ucraina. Il voto sarà decisivo per capire se il prossimo corso politico del paese si indirizzerà verso una maggiore integrazione con l’Ue o un rinnovamento del rapporto con la Russia, messo costantemente in crisi salla questione “Transnistria”.
  4. Dodon ha promesso, nel caso venisse eletto, di “ristabilire ampi e amichevoli rapporti con la Russia”, volendo rimarcare la distanza dal governo filo-europeista eletto nel 2009. La Sandu, faccia “pulita” ed efficiente delle forze europeiste, da parte sua, ha promesso il pugno duro contro la corruzione endemica nel paese.
  5. La Moldavia – il paese più povero d’Europa, lo stipendio di un medico è di mille leu al mese, circa 45 euro – nel 2014 ha affrontato il più grande caso di frode della sua storia quando dalle maggiori banche del paese sono spariti oltre 800 milioni di euro. Non sono ancora stati individuati precisamente i colpevoli dell’appropriazione indebita: mentre Ue, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale ritiravano il proprio sostegno finanziario al paese, decine di migliaia di persone hanno cominciato a riversarsi in strada individuando come responsabile dell’accaduto la classe politica nazionale. Lo scorso 20 gennaio si è insediato un nuovo governo ma le proteste non hanno accennato a calmarsi.

Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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