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pubblicato: venerdì, 2 dicembre, 2016

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Elezioni Francia: Hollande non si ricandida. Pronto Manuel Valls

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Elezioni Francia: Hollande non si ricandida. Pronto Manuel Valls

La notizia era nell’aria da qualche giorno. Nella giornata di martedì, le dichiarazioni di Valls sulla possibilità di raccogliere il testimone dell’attuale presidente, hanno messo pressione a Hollande. Adesso, il massimo rappresentante del Paese (nel giorno dell’apertura delle candidature per le primarie socialiste) si chiama fuori dalla competizione. Non ci sarà nessun “Hollande deux”. Il presidente socialista, ai minimi storici per indice di gradimento (che conta con un poverissimo 7 percento)  tira la spugna.

Francois Hollande: un mandato difficile

Il mandato presidenziale di Hollande era cominciato sotto una “buona stella”, se così si può dire. Dopo oltre una decade di governo di destra (tra Chirac e Sarkozy) la sinistra ha avuto l’occasione di riprendere il timone de “la Patrie”. Hollande comincia con una serie di norme volte ad agevolare le fasce d’età più giovani, oltre a puntare sul turismo culturale (anche quello interno). Tuttavia, dopo un “inizio sprint”, sono arrivate – una dopo l’altra – le note dolenti.

La presidenza Hollande è stata caratterizzata dalla quasi contemporanea crisi in Nord Africa e Medio Oriente. La primavera araba e le sue rivoluzioni politiche hanno messo a dura prova la capacità di leadership di un presidente maggiormente tagliato per la gestione ordinaria degli affari interni. L’interventismo francese ha rimarcato la sua posizione di avamposto d’Occidente contro la minaccia fondamentalista. Da lì, e dalla composizione eterogenea della società francese, è nato il peggiore degli incubi di Hollande: il terrorismo. La Francia è stato il bersaglio preferito dell’ISIS. Impossibile dimenticare l’attentato del Bataclan e la cruenta corsa della morte sulla Promenade di Nizza.

Elezioni Francia: sarà corsa a tre con Valls, Fillon e Le Pen?

Con Hollande fuori dai giochi, si delineano i nastri di partenza dei favoriti per la corsa all’Eliseo. Marine Le Pen è l’avversario da battere, sia per socialisti che per conservatori. L’ultranazionalismo del Front Nacional ottiene sempre più consensi, sospinto anche dalla congiuntura internazionale. Recentemente, Francois Fillon ha ottenuto la vittoria nelle inedite primarie del centrodestra. Un candidato fortemente conservatore e capace di attrarre anche l’elettorato più estremo. La sua capacità di fronteggiare la Le Pen nella parte destra dello scacchiere ideologico, lascia spazio all’iniziativa socialista per accapparrarsi il centro del campo da gioco. È lì che Manuel Valls proverà ad inserirsi, tenendo in conto che la sinistra radicale potrebbe giocare un ruolo importante durante il primo turno.

Finisce così l’era del presidente Hollande. Un presidente atteso da anni che, nel momento dell’ora più oscura e difficile, non è riuscito a far fronte alle crisi interne e di politica estera. Chiunque raccolga il testimone di Hollande dovrà far fronte a una crisi politica che sta logorando la legittimità dell’Unione. Il vincitore delle elezioni francesi potrebbe accelerare o rallentare il processo, a seconda di chi vinca. Oltre alle elezioni in Germania, quelle in Francia saranno decisivi per le sorti comunitarie.

 

 

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