Pubblicato il 24/01/2017

Sondaggi elettorali Francia, l’analisi: socialisti senza speranze, vampirizzati da Macron

autore: Emanuele Vena
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Sondaggi elettorali Francia: socialisti senza speranze, vampirizzati da Macron

Comunque vada a finire, le primarie socialiste molto probabilmente resteranno una competizione tra sconfitti. Questo è quanto emerge dall’analisi dei sondaggi elettorali condotti nelle ultime settimane dai principali istituti demoscopici di Francia.

Indipendentemente dal risultato delle primarie – che al primo turno hanno visto l’affermazione di Manuel Valls e Benoit Hamon, che si sfideranno nel ballottaggio del 29 gennaio – si conferma lo scenario già evidenziato a fine 2016. Salvo clamorosi ribaltoni, infatti, il successore di François Hollande non sarà un presidente socialista.

Sondaggi elettorali Francia: socialisti senza futuro

Dei sondaggi pubblicati nel mese di gennaio, la più generosa per i socialisti è una rilevazione condotta da Elabe nei primi giorni dell’anno, che vede la candidatura di Manuel Valls come la più efficace, in grado di attrarre il 13% degli elettori.

Un risultato tuttavia nettamente insufficiente per accedere al ballottaggio, con il gollista François Fillon e la candidata del Front National Marine Le Pen accreditati stabilmente di un valore superiore al 20%. Ancor peggio andrebbe ad Hamon, che secondo tutti gli istituti sembrerebbe addirittura incapace di raggiungere la doppia cifra.

Ma quale è la causa dello svuotamento del bacino elettorale socialista? Al di là del malumore dei francesi per la presidenza Hollande, notevole è senza dubbio l’impatto della candidatura dell’ex ministro Emmanuel Macron.

Secondo l’ultimo sondaggio condotto da IPSOS prima del primo turno delle primarie socialiste, un terzo di coloro che votarono Hollande al primo turno delle presidenziali 2012 oggi voterebbe Macron in caso di successo alle primarie da parte di Valls.

Ancor più drammatico sarebbe per i socialisti lo scenario in caso di vittoria di Hamon. Ad orientarsi verso Macron sarebbe addirittura il 43% di coloro che votarono Hollande, mentre solo uno su 5 sceglierebbe il candidato socialista.

Sondaggi elettorali Francia: Macron il “vampiro”

Macron può quindi sorridere? In realtà, secondo i sondaggi, vampirizzare i socialisti non basta. Quasi tutti gli istituti sono concordi nel ritenere scontato un ballottaggio tra Fillon e Le Pen, con il candidato di En Marche! in grado di raggiungere – se non superare – il 20% ma quasi sempre senza infastidire i due favoriti. Uno scenario che rappresenterebbe sicuramente un’occasione persa.

Secondo IPSOS, infatti, Macron avrebbe la meglio sia in un ipotetico ballottaggio contro Fillon sia contro la Le Pen. A favorirlo sarebbe ovviamente l’orientamento dell’elettorato socialista. Il quale, orfano di un proprio candidato, si sposterebbe in massa sull’ex ministro.

Dinanzi a tali dati, l’unica speranza per la sinistra di non consegnare la vittoria alle destra sarebbe quella di una sorta di desistenza con Macron. Tuttavia, un tale scenario è scartato dalla maggioranza dei francesi.

Secondo una rilevazione condotta da Odoxa, il 63% dell’elettorato transalpino non vede alcuna ragione tale da giustificare l’abbandono di Macron o, in alternativa, dell’ipotetico candidato socialista. Solo un elettore di sinistra su 4 crede invece che Macron debba abbandonare la corsa ed appoggiare un candidato socialista.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’ultimo sondaggio di Harris Interactive, secondo cui il 55% dei francesi rifiuta l’ipotesi di un candidato unico – in luogo della tripla candidatura rappresentata da un socialista, l’indipendente Macron ed il candidato di sinistra Jean-Luc Mélenchon – preferendo candidature separate in grado di rappresentare meglio le differenti posizioni presenti nell’area di centrosinistra. Insomma: comunque la si veda, si prevede un 2017 a tinte fosche per la sinistra francese, con un quadro politico completamente stravolto.

Autore: Emanuele Vena

Lucano, classe ’84, laureato in Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e specializzato in Politica Internazionale e Diplomazia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. Appassionato di storia, politica e giornalismo, trascorre il tempo libero percuotendo amabilmente la sua batteria. Collabora con il Termometro Politico dal 2013. Durante il 2015 è stato anche redattore di politica estera presso IBTimes Italia. Su Twitter è @EmanueleVena
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