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Donald Trump: consuma sano, consuma messicano

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Donald Trump: consuma sano, consuma messicano

É scontro tra il Messico e la Casa Bianca. A soli pochi giorni dal suo insediamento, il Presidente Donald Trump ha firmato l’ordine per avviare la costruzione del muro di frontiera tra i due Paesi. Minacciando di farlo pagare proprio al governo messicano. Che per bocca del presidente Enrique Pena Nieto ha prontamente risposto che non ci sarà ”nessun negoziato sulle spese per il muro”. E la risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere: il portavoce di Trump, Sean Spicer ha minacciato “dazi del 20% sulle importazioni dal Messico”. E salta l’incontro del prossimo martedì tra i due capi di stato.

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Donald Trump: consuma sano, consuma messicano

Ma i messicani non stanno a guardare. E lanciano una campagna di boicottaggio dei prodotti statunitensi sui social network. #AdiosWalmart, #AdiosCocaCola, #AdiosStarbucks: hashtag che stanno impazzando su Twitter in queste ore. Con migliaia di messicani che commentano e partecipano, alzando l’asticella con #Adiosproductosgringos e #Consumaproductosmexicanos. Iconica l’immagine di un pugno chiuso alzato con i colori della bandiera messicana, con sotto una scritta che recita, tra le altre cose, “consuma sano e messicano”.

Insomma, una vera e propria guerra commerciale virtuale. Con i messicani che riscoprono un sentimento patriottico prima sopito e poi risvegliato dal palese disprezzo del Tycoon verso il Paese centroamericano.

Ma non ci sono solo i social. Anche il Governo sta incoraggiando i cittadini a non recarsi negli Stati Uniti per comprare i loro prodotti. Il cosiddetto “shopping oltre frontiera”. Basta weekend in Arizona o California per comprare prodotti di lusso come profumi o capi d’abbigliamento. Da oggi si compra solo messicano, per boicottare Trump e far perdere agli Stati Uniti miliardi di dollari. 1,3 nel solo Texas.

E sono sempre di più le personalità che invitano al boicottaggio dei prodotti statunitensi. Dall’imprenditore delle telecomunicazioni Carlos Sim Helù (il quarto uomo più ricco al mondo secondo Forbes), all’ex presidente Felipe Calderon, che ha lanciato un appello a tutto il mondo chiedendo appoggio e solidarietà a decine di scrittori, artisti e intellettuali contro il muro del successore di Obama. E nel 2018 i messicani saranno chiamati alle urne per decidere il successore dell’attuale presidente Pena Nieto. Il favorito? Andres Lopez Obrador, il candidato della sinistra populista.

Nel 2015, le esportazioni americane dirette in Messico sono state pari a 267 miliardi di dollari secondo i dati del Dipartimento del commercio statunitense, mentre nello stesso anno gli Stati Uniti hanno importato circa 316 miliardi di dollari di merci provenienti da Messico. Gli economisti hanno avvertito che l’introduzione di dazi potrebbe far aumentare i costi di alcuni beni – sopratutto auto – di oltre il 10%, penalizzando i cittadini statunitensi.

Secondo il Pew Research Center, dei circa 11,6 milioni di immigrati irregolari che vivono negli Usa il 52% sono messicani. In costante diminuzione, però, a partire dal 2007.

Giacomo Pellini

ultima modifica: sabato, 28 Gennaio 2017