pubblicato: venerdì, 30 giugno, 2017

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Rinnovo contratto statali, aumento e sblocco: rabbia sindacati

Rinnovo contratto statali, pubblica amministrazione, madia

Rinnovo contratto statali, aumento e sblocco: rabbia sindacati

Primi giorni di ottobre. E’ la data limite fissata dal ministro Marianna Madia per discutere il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. “Finalmente, dopo 8 anni di blocco totale, si riapre il tavolo tra l’Aran e i sindacati per l’avvio ufficiale delle trattative per il rinnovo del contratto del pubblico impiego”. Lo ha scritto su Facebook la responsabile per la Pubblica amministrazione. “Spero – ha aggiunto – che le trattative si concludano entro i primi giorni di ottobre”.

Rinnovo contratto statali, sigle sindacali all’attacco

Meno ottimisti sulla riuscita di un accordo in così breve tempo si sono mostrate le sigle sindacali. “L’auspicio espresso dal ministro della Pubblica amministrazione, Madia, riguardo la possibilità di riuscire a chiudere le trattative sul rinnovo dei contratti entro i primi giorni di ottobre è abbastanza stravagante” afferma Rino Di Meglio, segretario della Confederazione generale sindacale-Cgs. Dietro all’impossibilità di riuscire a raggiungere un accordo entro i primi di ottobre ci sono diversi fattori. Spiega Di Meglio: “Non solo non sono disponibili le pur scarse risorse previste dall’accordo governo-sindacati dello scorso novembre. 85 euro lordi pro capite medi, ma sono in alto mare anche le formalità necessarie per l’apertura dei contratti”.

Rinnovo contratto statali, stipendi giù

“L’unica certezza – conclude Di Meglio – è che i dipendenti pubblici, in questi 8 anni di assenza di contratti, hanno perso in termini reali circa il 15% del loro potere d’acquisto”

“Rinnovare il contratto non ha solo un valore economico, che pure conta (perché, se nel privato i contratti collettivi sono stati rinnovati già da tempo, i dipendenti pubblici hanno gli stipendi bloccati ormai da quasi dieci anni). Il rinnovo del contratto è anche un pezzo di un mosaico più grande; la riforma della pubblica amministrazione, che ora ha concluso la sua fase normativa. Avremo progressivamente un nuova PA.  Un modo diverso di interazione con il privato; la possibilità di dialogare con le amministrazioni sempre di più in digitale; di conoscere dati e documenti o sapere in modo trasparente come vengono spese le risorse pubbliche e, per chi investe, di avere risposte in tempi certi”.

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