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pubblicato: lunedì, 17 luglio, 2017

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Rinnovo contratto statali e scuola: nuovo confronto da oggi, i punti

Rinnovo contratto statali e scuola confronto mercoledì

Rinnovo contratto statali e scuola: nuovo confronto da oggi, i punti.

L’avvio delle trattative sul rinnovo contratto statali e scuola è atteso per questa settimana. Mercoledì il primo appuntamento all’Aran. Sul tavolo della discussione i sindacati. Si tratterà sulle amministrazioni centrali (comparto Funzioni Centrali). Al centro del dibattito il futuro di circa 250 mila impiegati pubblici. Quello di mercoledì prossimo sarà solo un primo incontro che dovrebbe gettare le basi per le trattative sui rinnovi. Con gli stipendi bloccati da 8 anni e la prospettiva di un aumento di 85 euro lordi al mese, bisognerà fare attenzione a non toccare il bonus di 80 euro. Si cercherà quindi di integrare il bonus e gli aumenti senza che niente venga vanificato.

Rinnovo contratto statali: gli aumenti salariali di 85 euro non per tutti

L’aumento degli stipendi non sarà uguale per tutti. Saranno privilegiati i dipendenti con i redditi più bassi. Gli aumenti stipendiali saranno in media di 85 euro (lordi). Ovvero quanto stabilito lo scorso 30 novembre in un patto firmato tra i sindacati e il ministro Madia. Oltre al fattore economico, mercoledì si parlerà anche di organizzazione del lavoro, in base alle nuove regole. I soggetti al centro del dibattito saranno non solo impiegati ministeriali, ma anche impiegati di enti pubblici (Inps, Inail) e dipendenti delle Agenzie Fiscali. Attesi anche i rappresentanti dei dirigenti di questi comparti.

Rinnovo contratto statali e scuola: le richieste del sindacato

Non solo aumenti salariali. Dalla scuola si richiede anche una riqualificazione del ruolo dell’insegnante. Il sindacato scuola Snals-Confsal ha infatti alzato la voce contro i Ministeri della Pubblica Amministrazione e dell’Istruzione. Non sono sufficienti gli aumenti medi di 85 euro lordi. Il Sindacato ha infatti chiesto al governo di “riqualificare e ridisegnare il ruolo degli insegnanti. Non solo in termini economici, ma anche in termini di riconoscimento occupazionale e sociale”.

L’aumento salariale da solo non basta. Da un lato cercare un miglioramento che incida sulla qualità della vita (l’aumento dello stipendio), dall’altra una riqualificazione del ruolo professionale. Ovvero, “operare in concreto affinché gli insegnanti riacquistino la dignità e la giusta posizione sociale”. Quest’ultima, lamentano i sindacati, “negli anni è stata nullificata da riforme applicate tout court e scelte sbagliate”.

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