Pubblicato il 31/07/2017

Bitcoin: arriva la carta di credito dedicata, come funziona

autore: Daniele Sforza
Bitcoin, da Singapore ecco la carta di credito

Bitcoin: arriva la carta di credito dedicata, come funziona.

Interessanti novità dall’universo Bitcoin. La criptovaluta avrà infatti anche la sua carta di credito, nata da un’idea della startup Tenx, made in Singapore. Si tratta di un’ulteriore soluzione per integrare Bitcoin nella vita reale. La carta di credito in questione, infatti, funzionerà come una semplice carta di credito. E convertirà direttamente la moneta virtuale in euro, dollari e yen. Nulla di più semplice, insomma. Nonostante ci siano anche alcune ombre sul futuro di questa carta. Ombre dettate dal fatto che l’esperimento è stato già fatto, ma non è mai pienamente riuscito. Riuscirà, dunque, Tenx ad avere successo dove gli altri hanno fallito? Oppure associare a Bitcoin una carta di credito è un esperimento fallimentare in partenza?

Bitcoin: come funziona la nuova carta di credito

La nuova carta di credito emessa da Tenx funzionerà come una qualunque carta Visa. Nel momento in cui si sta pagando un acquisto in un negozio o in un ristorante, l’utente vedrà un addebito di spesa in bitcoin. Il venditore/commerciante, invece, riceverà il pagamento nella valuta locale. La startup di Singapore tratterrà il 2% di ciascuna transazione, mentre non ci saranno altre commissioni.

Il tetto massimo dei pagamenti è di 2 mila dollari annui. Eppure l’obiettivo è quello di incrementare la soglia. Intanto ci sono già 10 mila ordini per questa carta prepagata. Per capire a che punto arriva l’ambizione di Tenx, basti pensare che la startup mira a molto di più. Al momento le transazioni arrivano infatti a 100 mila dollari al mese. Il traguardo di Tenx è 100 milioni di dollari al mese. Entro la fine del 2018. Come arrivare a questo obiettivo? Attraverso la semplificazione del cambio valuta, tramite l’applicazione di proprietà.

Carta di credito Bitcoin: pro e contro

In un’intervista a Bloomberg, il fondatore di Tenx, Julian Hosp, ha spiegato così il processo di conversione. “Quando il consumatore spenderà il suo deposito in valuta elettronica, noi avremo già completato il processo di conversione in dollari sulla sua carta Visa”. Questa carta, infatti, non riguarderà solo Bitcoin. Al momento supporta ben 8 valute elettroniche, e presto diventeranno 11. Tra le monete virtuali, vi sono anche quelle poco conosciute ai più: tra queste, spiccano Dash e Augur.

Tuttavia, non possiamo non analizzare pro e contro di questa carta prepagata. Come ben saprete, quando si parla di valute elettroniche, in mezzo non troveremo le banche. Gli istituti di credito, così come le Banche Centrali, sono letteralmente tagliati fuori. Questi non controllano gli scambi, né partecipano all’emissione delle valute. L’invio e la ricezione dei pagamenti tramite bitcoin, inoltre, avviene a un prezzo bassissimo.

Inoltre, la rete attraverso cui avvengono i pagamento è sicurissima. Si è spesso parlato della sicurezza delle transazioni in criptovalute e della Blockchain. E il fatto che spesso si parli di bitcoin quando gli hacker chiedono riscatti, non significa nulla. La Blockchain è più che sicura.

Se vogliamo andare a vedere un “contro”, basti guardare al passato. Certamente, Tenx non è l’unica startup ad avere introdotto una novità del genere. In passato, già alcune società ci avevano provato, con risultati però non riusciti del tutto. Xapo aveva tentato un’affiliazione con Mastercard, ma quest’ultima aveva rifiutato. Shift Card, invece, è stato il tentativo di Coinbase. La questione da porsi, quindi, è la seguente: serve davvero una carta di credito o debito per effettuare transazioni in criptovalute? Solo il tempo saprà darci una risposta.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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