Pubblicato il 17/08/2017

Bitcoin criptovaluta dei record, vola oltre 4 mila dollari

autore: Daniele Sforza
Bitcoin record, oltre 4 mila dollari

Bitcoin criptovaluta dei record, vola oltre 4 mila dollari.

È stato solo un periodo di studio quello che ha preceduto la divisione tra Bitcoin e Bitcoin Cash. Uno stato di fermo solo apparente. La quiete prima della tempesta. E in questo caso si parla di tempesta positiva, per chi ha creduto nei BTC. Il rischio volatilità resta alto, ma ciò che è successo in questo mese di agosto alla criptovaluta più chiacchierata del momento non può lasciare indifferenti. Dopo aver superato quota 4.000 dollari, BTC non è più voluto scendere. Al momento in cui scriviamo sta per sfiorare 4.500 dollari e la crescita è continua. Attualmente il mercato del Bitcoin ha una capitalizzazione totale di 64 miliardi di dollari. E oltre al rally di agosto, continua a crescere anche la fiducia degli investitori.

Bitcoin quasi a 4.500 dollari: perché

Il rally del Bitcoin ha dei motivi ben fondati. Dopo la “pausa” generata dalla divisione con Bitcoin Cash (che attualmente se la cava sopra i 300 dollari), la criptovaluta originaria ha spiccato letteralmente il volo. Superando anche le aspettative degli analisti di Goldman Sachs. Questi ultimi avevano previsto che BTC, dopo una discesa sui 1.800 dollari, avrebbe raggiunto quota 3.500 dollari (di media). “Ma ci vuole del tempo”, avevano precisato. Neanche un mese dopo, ecco che la moneta virtuale ha superato quota 4.000 dollari e adesso continua a salire, sfiorando i 4.500. Perché tutto questo ottimismo?

Per il co-fondatore di Euklid, Antonio Simeone, Bitcoin “sta diventando una moneta sempre più efficiente”, come ha detto al Primato Nazionale. I motivi sono da addursi alla mancanza di fiducia degli investitori nei confronti del sistema finanziario tradizionale. Inoltre, la Storia insegna, BTCè sempre cresciuto quando soffiano venti di crisi. La crisi di questo momento storico non è quella in Grecia – anche allora era cresciuto – ma i venti di guerra tra USA e Corea del Nord. Non è un caso che i maggiori investimenti in Bitcoin siano stati fatti da giapponesi e sudcoreani.

Bitcoin come asset di rifugio

In questo contesto è naturale considerare i Bitcoin come asset di rifugio. Gli eventi precedenti che testimoniano questa tesi sono incontrovertibili. Crisi in Grecia? Bitcoin sale. Crisi del cambio di banconote in India? La criptovaluta cresce. Venti di guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord? La moneta elettronica vola. Così come buoni risultati li stanno facendo anche Bitcoin Cash ed Ethereum. Ovviamente non all’altezza del “genitore”, ma restano comunque performance di crescita da non sottovalutare.

Come da non sottovalutare è il rischio di volatilità. Che ovviamente ancora permane. Perché, per dirla con le parole di Simeone, le criptovalute “riflettono una psicologia molto esuberante, dove esaltazione e depressione la fanno da padrone”.

Analizzando gli aspetti positivi, c’è da considerare l’interesse degli istituti di credito. E il battesimo dorato di istituti come Goldman Sachs. Senza contare l’attivazione di un piano finalizzato a velocizzare le transazioni attraverso il trasferimento di alcuni dati fuori dal network principale (fonte Cnbc). Ottimista sul futuro di Bitcoin è anche il fondatore di Bitmex, Arthur Hayes. “Finora molte persone non credevano che potesse salire ancora”, ha affermato. “Con l’applicazione di questo protocollo, in teoria la quantità di transazioni processate a una velocità ragionevole sarà molto più elevata. Perciò sempre più persone hanno posizioni rialziste” sulla criptovaluta.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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