pubblicato: lunedì, 11 Dic, 2017

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Corea del Nord, ultime notizie: Kim su Gerusalemme ‘Trump vecchio pazzo’

Corea del Nord, ultime notizie: Kim su Gerusalemme ‘Trump vecchio pazzo’

Un atto “sconsiderato e malvagio” quello di riconoscere Gerusalemme come capitale dello stato di Israele. D’altronde, “cosa ci si poteva aspettare da qualcuno che davanti alle Nazioni Unite ha detto di voler radere al suolo un paese”. Il regime di Kim Jong un si scaglia contro il Presidente Trump; questa volta, però, lo scontro non avviene sul campo del programma nucleare nordcoreano ma, appunto, su quello dell’ultima iniziativa di politica estera della Casa Bianca. Nello stesso comunicato rilasciato sabato dall’agenzia di stampa statale KCNA, la Corea del Nord “condanna con forza” la decisione di trasferire l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme. Inoltre, da Pyongyang si esprime “solidarietà per i palestinesi” e si chiede che “gli americani siano perseguiti per le loro azioni che compromettono la pace e la sicurezza”.

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Corea del Nord, ultime notizie: Kim su Gerusalemme ‘Trump vecchio pazzo’

Un elemento su tutti finora ha contraddistinto l’amministrazione americana: la capacità di rompere dei tabù. Agitare lo spauracchio di una guerra “totale” contro la Corea del Nord ne è un esempio. Per certi versi, lo era stato anche il raid contro le forze di Assad in Siria. Ora, non si può non inserire nel novero la scelta su Gerusalemme. Gli Usa sarebbero l’unico paese ad avere un’ambasciata nella “città santa” nonostante le storiche rivendicazioni israeliane.

Non una parola di approvazione è stata pronunciata dalla comunità internazionale; neanche dagli alleati. Persino il premier britannico Theresa May ha definito la virata trumpiana “unhelpful” per le prospettive di pacificazione regionale. Tuttavia, bisogna considerare che nel 1995 il Congresso approvò una legge che invitava gli Usa a riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e, quindi, a spostare l’ambasciata. Da allora i Presidenti Usa hanno ritardato la decisione di sei mesi in sei mesi deputando ai colloqui tra israeliani e palestinesi di dirimere la questione.

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