Rinnovo contratto scuola: trattativa in corso, cosa chiedono le parti

Pubblicato il 9 Gennaio 2018 alle 08:56 Autore: Daniele Sforza
Rinnovo contratto scuola: trattativa in corso

Rinnovo contratto scuola: trattativa in corso, cosa chiedono le parti.

Giovedì 11 gennaio nuovo appuntamento all’Aran con i sindacati per continuare la trattativa sul rinnovo contratto scuola. Una trattativa che proseguirà tra molte difficoltà, perché se da un lato le sigle sindacali di base potrebbero raggiungere un accordo e firmarlo, i sindacati di settore hanno sempre invitato a non farlo, appena hanno saputo come stavano veramente le cose. Da un lato l’aumento stipendio, sul quale paradossalmente mancano ancora certezze nette; dall’altra le relazioni sindacali; poi c’è la normativa, con il timore che vengano aumentate le mansioni per i docenti nonostante il bassissimo aumento salariale che arriverà a poco più di 70 euro lordi, spalmati peraltro in 3 anni.

Rinnovo contratto scuola: cosa chiedono gli insegnanti

Cosa chiedono gli insegnanti? Troppo. Forse il giusto, ma pur sempre troppo rispetto alle risorse stanziate. Basta pensare alla proposta di Professione Insegnante e ai continui proclami di Anief: 2 mila euro di arretrati, 135 euro netti di aumento al mese. Numeri che vanno al di là di ogni ottimistica previsione. Perché l’aumento stipendiale sarà tra i 70 e i 75 euro lordi, e l’una tantum di arretrati si attesterà a 450 euro circa. Praticamente, alla fin della fiera, il personale scuola (800 mila insegnanti e 300 mila Ata) avranno rispettivamente un terzo e un quarto di quanto chiedono.

Rinnovo contratto scuola: cosa hanno chiesto i sindacati

Per far fronte alle esigenze dei diretti interessati, i sindacati hanno provato a chiedere di aumentare il salario vagliando alcune ipotesi di soluzione. Come ad esempio inglobare il bonus merito e il bonus formazione (rispettivamente 200 milioni e 383 milioni) nelle buste paga degli insegnanti, andando così a produrre quell’incremento tanto auspicato. La proposta però è stata rispedita al mittente per diversi motivi; il Ministero ha fatto capire che qualora questa ipotesi prenda piede, i soldi finiti in busta paga sarebbero tassabili e quindi, alla fine, dimezzati.

Meglio di niente, penseranno le parti interessate. Ma c’è un’altra questione molto importante: il bonus merito e il bonus formazione non si toccano. Il Governo ha sudato tanto per introdurli nel comparto scolastico, e crede nell’efficacia di tali incentivi, considerandone soprattutto l’equità. Anche per questo motivo, di inoltrare tali bonus nelle buste paga, non se ne farà niente.

Rinnovo contratto scuola: il nodo delle relazioni sindacali

Aumenti stipendio a parte, sui quali purtroppo finora c’è poco da fare, i sindacati stanno lottando anche sul fronte delicato delle relazioni sindacali, cercando di recuperare quanto è stato tolto dal decreto Brunetta del 2009. Inoltre, anche i sindacati rappresentativi vogliono entrare nella partita. A tal proposito, come riporta Orizzonte Scuola, Gilda ha inoltrato la richiesta di partecipazione sulla contrattazione integrativa e di istituto dei sindacati rappresentativi ma non firmatari, facendo riferimento a una sentenza della Corte Costituzionale in merito. Tuttavia, tale richiesta risulta una novità, peraltro non inclusa nella bozza consegnata ai sindacati. Giovedì 11 gennaio si potrebbe parlare anche di questo.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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