pubblicato: lunedì, 22 Gennaio, 2018

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Rinnovo contratto scuola: aumento di 85 euro, mancano i fondi per tutti?

Lezioni private e ripetizioni: imposta del 15% in Legge di Bilancio 2019 Rinnovo contratto scuola: aumento 85 euro basterà per tutti?

Rinnovo contratto scuola: aumento di 85 euro, mancano i fondi per tutti?

Il rinnovo contratto scuola tiene ancora banco, ma la trattativa resta in salita. I nodi principali, oltre alle relazioni sindacali, restano sempre due componenti primarie. Da un lato l’aspetto economico, dall’altro quello normativo. Per ciò che concerne l’aumento stipendio da 85 euro, i sindacati hanno invitato l’agenzia che rappresenta il Governo a rispettare l’accordo dello scorso 30 novembre 2016. Un accordo che definiva anche alcuni parti inerenti alla categoria e alla normativa. Ma per l’aumento stipendio affermava come le risorse finanziarie avrebbero dovuto servire per conferire aumenti non inferiori a 85 euro mensili lordi. E che avrebbero dovuto servire anche a ridurre la forbice retributiva, accorciando di fatto la distanza tra i redditi più bassi e quelli più elevati.

Rinnovo contratto scuola: aumento stipendio 85 euro

Archiviato il nuovo contratto delle Funzioni Centrali, ci si è concentrati sul comparto scuola. Un settore già in subbuglio, sul quale forse si sono sottovalutate le tempistiche. La bozza di contratto presentata dall’Aran non è piaciuta ai sindacati che l’hanno rispedita al mittente. Per quanto riguarda i soldi, a dire il vero, c’è poco da fare. La possibilità di convertire il bonus formazione e il bonus merito in elemento fisso dello stipendio è sempre un’idea che stuzzica per ottimizzare i conti e dare quanto promesso. Ma è quasi impossibile che si traduca in realtà. Il governo ci tiene alle novità introdotte con la buona scuola e non ha intenzione di sacrificarle. Inoltre, al punto in cui siamo oggi, una soluzione del genere in rapidi tempi sarebbe impossibile dal punto di vista amministrativo.

Per quanto riguarda l’accordo del 30 novembre 2016, in questo si precisava come ci sarebbe stato l’impegno di garantire l’aumento stipendio a tutti. E di ridurre la forbice retributiva, cercando di valorizzare i livelli retributivi che hanno maggiormente sofferto delle misure anti-crisi. L’aumento degli 85 euro rappresenta dunque un aumento stipendio medio da dare a tutta la parte pubblica. Ma così, alla fine, non è stato. E il settore della scuola rischia di trovarsi ancora una volta come il comparto più penalizzato sotto l’aspetto economico. E che gli 85 euro lordi non ci siano per tutti.

Rinnovo contratto scuola: il nuovo regolamento

A tenere banco è anche il nuovo regolamento previsto dalla bozza di contratto presentata dall’Aran sul rinnovo contratto scuola. Come scrive Orizzonte Scuola, in base alla bozza di contratto, il dirigente scolastico potrebbe convocare un docente per fargli fare attività extra dal consueto orario di lavoro. Cosa normalissima che è sempre successa fino a oggi. Quello che però non torna è che tutto sarebbe messo sotto contratto. Pertanto, le attività extra rientrerebbero nel contratto e quindi nella retribuzione prevista.

L’aumento dell’orario di lavoro sta infatti girando molto su siti e social in questi ultimi giorni. A fare da pompiere ci ha pensato il segretario generale di Cisl Scuola, Maddalena Gissi, che ha dichiarato come il contratto sia ancora fermo alle relazioni sindacali. E che nella bozza di contratto “non c’è alcun riferimento a un orario aggiuntivo frontale didattico”. Tuttavia, per Pino Turi (Uil Scuola) non si possono avere aumenti di orari di lavoro “senza retribuzione adeguata”. Segnale questo che denota come qualcosa di vero di quanto detto negli ultimi giorni c’è. “All’Aran siamo alle prime schermaglie, la questione dell’orario non è ancora stata affrontata”. Tutto rinviato al prossimo incontro, insomma.

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