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pubblicato: martedì, 30 gennaio, 2018

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Rinnovo contratto scuola: aumento stipendio lontano, Gilda ‘inaccettabile’

Rinnovo contratto scuola, aumento stipendio ancora lontano

Rinnovo contratto scuola: aumento stipendio lontano, Gilda ‘inaccettabile’.

Rino Di Meglio non ci sta e punta il dito contro la bozza relativa al rinnovo contratto scuola, fatta circolare dall’Aran, ma subito “rispedita al mittente”. Di Meglio (Gilda degli Insegnanti) ha affermato che anche se ci fosse l’aumento delle risorse per l’incremento stipendio, la sua disponibilità a firmare il nuovo contratto verrebbe meno. “Per il nostro sindacato funzione docente e orario di insegnamento sono punti fondamentali di cui chiediamo il pieno rispetto”, ha affermato. E qualora questi nodi non continuino a sciogliersi, “allora non si andrà da nessuna parte”. Un comunicato duro quello di Gilda, che certo non alleggerisce le tensioni presenti sul rinnovo contratto scuola. Ma tant’è: questi sono stati i concetti ribaditi in occasione dell’Assemblea Nazionale riunitasi alla fine della scorsa settimana. Funzione docente e orario di insegnamento sono diventati così due elementi imprescindibili assolutamente da non peggiorare.

Rinnovo contratto scuola: funzione docente e orario di lavoro

Anche perché la categoria degli insegnanti, prosegue Di Meglio, è sempre quella più occupata da mansioni che non competono loro, ma che al contempo circolano sotto il nome di funzione docente. “Stiamo assistendo all’introduzione di una strisciante forma di lavoro nero che porta gli insegnanti a restare a scuola a disposizione dei presidi molte più ore di quelle dedicate all’insegnamento”. Un tempo questo che Di Meglio definisce non retribuito o al massimo mal retribuito (“3 euro l’ora, meno di una colf”).

Rinnovo contratto scuola: aumento stipendio ancora lontano

Il comparto scuola si contraddistingue per avere gli aumenti stipendio più bassi dell’intero settore degli statali. Di Meglio non dimentica il fattore economico. E ribadisce come “neanche i già miserabili 85 euro medi a testa ci sono; visto che il Ministero dell’Economia ha calcolato su base percentuale le risorse che andranno destinate agli aumenti in busta paga”. È così che gli aumenti di 85 euro scendono a 72 euro medi, andando così a rappresentare un’ulteriore beffa per il ruolo già vituperato del docente. Una componente economica penalizzante senza dubbio, ma che anche se dovesse essere migliorata, Di Meglio postporrebbe al ritocco delle funzioni docente e dal possibile aumento di orario lavorativo.

Sotto l’aspetto dell’aumento stipendio, si potrebbero far confluire gli euro del bonus merito in elemento fisso dello stipendio. Ma anche sotto questo aspetto si attendono novità ufficiali. E anche per questo la chiosa di Di Meglio è altrettanto dura. “Il Governo vuole chiudere presto la trattativa perché in campagna elettorale è consuetudine catturare il consenso comprandolo “. Seguiranno sviluppi su cui vi terremo come di consueto aggiornati.

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