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pubblicato: giovedì, 1 febbraio, 2018

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Rinnovo contratto scuola: Governo contro gli aumenti ai docenti?

rinnovo contratto scuola

Rinnovo contratto scuola: Governo contro gli aumenti ai docenti?

Ancora indiscrezioni sulla trattativa tra Aran e sindacati per il rinnovo del contratto della scuola anche se prima del 4 marzo ben poco è destinato a cambiare. Detto ciò, il ministro Madia ha aggiornato le linee guida per l’agenzia che conduce i negoziati per il governo. Quindi, è giunta una nuova indicazione per quanto riguarda le risorse da stanziare; 1,6 miliardi di euro dovrebbero garantire un’aumento in busta paga di poco meno del 3,50% a 1,2 milioni di dipendenti del settore.

Con il nuovo atto di indirizzo entrano in ballo anche i nuovi fondi stanziati dall’ultima Legge di Bilancio. “È stata chiesta e ottenuta un’integrazione dell’Atto di Indirizzo; ci sono pertanto le condizioni per riprendere il negoziato e puntare a una soluzione positiva in tempi brevissimi” sottoscrivono in una nota congiunta i sindacati confederati.

Ora, però, si affaccia un nuovo nodo da sciogliere. Quello dei criteri di distribuzione del bonus merito previsto dalla Buona scuola. Si prevede un duro scontro sull’utilizzo dei 200 milioni stanziati per la sua attribuzione. Il governo è contrario alla concessione “a pioggia” del bonus; la palla deve restare in mano ai presidi.

Rinnovo contratto scuola: Governo contro gli aumenti ai docenti?

Nella nota congiunta di cui prima le sigle sindacali aggiungono: “il nuovo contratto chiuderà una fase lunga e difficile; ma ne riaprirà immediatamente un’altra da affrontare con intelligenza e determinazione. Farlo avendo riconquistato spazi di contrattazione sulle condizioni di lavoro del personale, dal punto di vista economico e normativo, riportando alla contrattazione elementi sottratti da norme legislative, a partire dall’utilizzo pieno dei 200 milioni,  significa  ripristinare la normale dialettica fra forze politiche e sociali indipendentemente dal quadro politico che si determinerà all’indomani delle imminenti elezioni politiche del 4 marzo”.

Ora, è già sicuro invece che nella trattativa non rientreranno i 380 milioni di euro stanziati per la Carta del Docente; questo almeno per il 2018, visto che sono già stati assegnati a settembre. Inoltre, nel nuovo atto di indirizzo sono stati precisati i nuovi criteri per la mobilità: non si potrà effettuare una nuova richiesta a meno di 3 anni dall’ultima.

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