pubblicato: giovedì, 1 Marzo, 2018

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Rinnovo contratto sanità: aumento stipendio, incontro all’Aran in corso

Rinnovo contratto sanità: aumento stipendio, incontro all'Aran

Rinnovo contratto sanità: aumento stipendio, incontro all’Aran in corso.

A pochi giorni dalle elezioni anche il rinnovo contratto sanità è stato siglato, mettendo così fine al rinnovo contrattuale dopo anni di blocco dei quattro comparti statali (Funzioni Centrali, Scuola, Enti locali, Sanità). Come per gli altri, anche sul rinnovo contratto sanità ci sono state polemiche, provenienti soprattutto dai sindacati di settore come Nursind. Proteste contro i sindacati firmatari, proteste contro un contratto poco dignitoso per la professione in oggetto.

Tuttavia il nuovo contratto ha validità fino al 31 dicembre 2018. Ciò significa che già a partire da quest’anno, con il nuovo governo, ci si avvia già verso nuove trattative e soluzioni. Intanto per oggi è previsto un incontro all’Aran per parlare di aumento stipendio e in particolar modo dell’aspetto normativo.

Rinnovo contratto sanità: incontro all’Aran su aumento e norme

Come riporta il Sole 24 Ore, nella giornata di oggi è previsto un incontro all’Aran tra la rappresentanza governativa e la dirigenza medica e sanitaria. Il focus sarà sull’inclusione dell’indennità di esclusività “nel monte salari, sul quale poi andrà calcolato l’aumento del 3,48% previsto dall’accordo del 30 novembre 2016”. Per il quotidiano economico significa mettere sul piatto tra i 30 e i 40 milioni di risorse in più per le Regioni. Un punto importante per le sigle sindacali, soprattutto perché il settore sanitario, mobilitato dai sindacati più vicini al settore, appare piuttosto agitato, in materia di scioperi e manifestazioni.

Oltre all’aspetto economico, nell’incontro di oggi si fisserà anche il calendario per discutere sulla componente normativa. I nuovi contratti, soprattutto per scuola e sanità, sono stati firmati dopo mesi e mesi di trattative e rinvii. E questo ha fatto sì che il nuovo anno arrivasse, che una legislatura finisse e che il 4 marzo si avvicinasse. Obiettivo del Governo? Concludere quanto promesso prima del 4 marzo. Anche per fini politici? Secondo alcuni sindacati sì, ma non è questo il punto.

I nuovi contratti sono stati firmati alla luce del fatto che scadono il 31 dicembre 2018. Per questo motivo, fatta eccezione per alcuni comparti, si è deciso di chiudere in fretta un contratto in cui la parte normativa è sì importante e non povera di novità; ma è quella economica la preponderante, con gli aumenti stipendio promessi nell’accordo di novembre 2016 e garantiti a tutti con una forbice media che però non ha soddisfatto tutti; soprattutto dopo 9 anni di blocco contrattuale e retributivo.

Da qui i nuovi incontri per focalizzarsi meglio sui punti normativi inclusi nel nuovo contratto. E per aprire nuove strade verso la stagione delle trattative per il futuro contratto.

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