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Elezioni politiche 2018: voto anticipato e vittoria Lega per Galli Della Loggia

elezioni politiche 2018

Elezioni politiche 2018: voto anticipato e vittoria Lega per Galli Della Loggia

Il 4 marzo ha segnato una svolta epocale; a sottoscriverlo anche il noto editorialista del CorSera Ernesto Galli della Loggia intervistato da Libero. Con la vittoria di M5S e Lega “siamo entrati nella Terza Repubblica”; infatti, il risultato delle ultime politiche rappresenta “una rottura ancora più forte di quella avvenuta nel ’94; quando destra e sinistra conservavano ancora importanti pezzi di Dc e Pci”.

Cosa ha determinato il trionfo di Salvini e Di Maio?

Innanzitutto, la bravura dei due leader in campagna elettorale: “sanno usare i social media e hanno la capacità di comunicare alla massa dell’opinione pubblica con messaggi basici ed elementari”. Quindi, la capacità di comprendere le priorità dell’elettorato. In sostanza, i pentastellati sono riusciti a intercettare il consenso di coloro che chiedono “aiuto pubblico e miglioramento delle condizioni del Sud”; i leghisti, eliminato l’accento sulla secessione, hanno colto il malessere di chi “non vuole sentire il peso dello stato tranne che per la sicurezza”. Ancora meglio: “l’ elettore grillino cerca uguaglianza sociale, lotta ai privilegi e un importante intervento dello Stato per aiutare le fasce deboli a uscire dalla povertà. Quello leghista chiede meno tasse, meno immigrati, meno Europa, meno burocrazia e più sicurezza”.

Elezioni politiche 2018: voto anticipato e vittoria Lega per Galli Della Loggia

Cosa succede adesso?

In parole povere “siamo all’impasse” commenta Galli della Loggia. A Movimento e Carroccio non conviene governare insieme: “darebbero vita a una maggioranza dilaniata dai contrasti e farebbero una pessima figura”. Poi al Pd non conviene governare con i 5 stelle: “diventare soci di minoranza di un governo a guida M5S significherebbe essere fagocitati”. Asse Pd-Lega allora? “Impossibile. Ormai il centrodestra è in mano a Salvini, che è incompatibile con il Pd e con il suo elettorato”. L’unico a cui conviene allearsi per formare un governo è Berlusconi che, tuttavia, “non ha numeri decisivi”.

Dunque, “prevedo un ritorno alle urne in tempi brevi” conclude Galli della Loggia che si lancia anche in un pronostico: “si rivoterà con questa legge; il Pd calerà ancora, diciamo all’ ingrosso il 12- 15%; due voti su tre di quelli che perderà andranno a M5S, che salirà dal 32 al 37%. La Lega ruberà altri voti a Forza Italia; il centrodestra passerà dal 37 al 42% e Salvini andrà al governo senza bisogno di nessuno”.

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ultima modifica: martedì, 13 Marzo 2018