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pubblicato: mercoledì, 28 marzo, 2018

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Cronaca ultime notizie: Roberta Ragusa, parte l’appello. La ricostruzione

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Cronaca ultime notizie: Roberta Ragusa, parte l’appello. La ricostruzione

Nella giornata di ieri un’udienza preliminare ha segnato l’inizio del processo d’appello definitivo per il caso della scomparsa di Roberta Ragusa.

La donna, residente a San Giuliano Terme, svanì nel nulla nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012. Quello che inizialmente parve essere un allontanamento volontario, aprì le porte ad un’indagine per omicidio e distruzione di cadavere. I sospetti ricaddero nell’immediato sul coniuge, Antonio Longi, ultima persona ad averla vista viva. Si pensò che, in seguito ad un forte litigio, l’uomo avesse ucciso la moglie, per poi disfarsi del corpo.

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Durante il primo processo, Longi venne condannato a scontare venti anni di reclusione; pena annullata durante l’udienza del secondo appello, con la quale l’uomo venne assolto per insufficenza di prove.

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Il marito di Roberta, unico indiziato, non ha mai voluto parlare dinanzi ai giudici, scegliendo la via del silenzio e lasciando la parola ai suoi avvocati. La donna aveva subito molte umiliazioni da parte di Antonio Longi, come violenze e tradimenti. Questo aveva spinto gli inquirenti a pensare ad una fuga volontaria, dettata dai continui litigi.

Altro dettaglio che ha spinto i giudici a rivedere l’accusa nei confronti dell’uomo, è la testimonianza non poco rilevante del figlio della coppia. Il ragazzo, oggi adolescente, ha sempre sostenuto di non aver sentito i genitori discutere la notte in cui la madre è scomparsa.

Mancherebbe dunque la prova schiacciante che sia stato proprio Longi ad uccidere la moglie e a disfarsi del corpo. A meno che, sostengono i legali della famiglia Ragusa, la coppia non si sia allontanata da casa per non svegliare il figlio Daniele, che a quell’ora stava dormendo nella propria camera.

Un matrimonio in crisi, sull’orlo del baratro, non fanno di Antonio Longi un assassino, agli occhi della legge. La ricostruzione dei fatti accaduti quella notte sarebbe infatti dettata da semplici ipotesi, da deduzioni, non da prove concrete.

Maria Iemmino Pellegrino

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