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pubblicato: giovedì, 29 marzo, 2018

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Prezzo petrolio: valore ancora in calo, arriva una nuova Opec?

Prezzo petrolio

Prezzo petrolio: valore ancora in calo, arriva una nuova Opec?

Il grande mondo del mercato del petrolio è come sempre in fibrillazione.

Dal lato del prezzo la quotazione s è riavvicinata ai 70 dollari al barile, e dopo una discesa di alcuni dollari a febbraio è ritornata su quei livelli, intorno ai quali ora continua a galleggiare, rimanendo oggi poco sotto.

E’ il risultato dell’operazione messa in atto dalla gran parte dei Paesi dell’OPEC. Che sono spaventati dalle prospettive di un calo eccessivo come quello verificatosi due anni fa. Quando, nel gennaio 2016, si era arrivati a solo 29 dollari al barile. Sulla spinta anche della grande offerta messa in campo dalle imprese che operano nello shale oil in USA.

Oggi anche per impedire che si ripetano cali simili, o timori di cali, come quelli che erano sorti alcuni mesi fa, è stata varata un’iniziativa. In particolare da parte del principe ereditario saudita, già molto attivo su molti fronti come la modernizzazione del proprio Paese.

Prezzo petrolio

Prezzo petrolio, per mantenerlo alto nascerà una OPEC Plus

Mohammed bin Salman ha parlato di un possibile accordo, della durata di 10-20 anni, tra i 24 Paesi attuali che compongono l’OPEC, e altri aggiuntivi. Ora vi sono Algeria, Angola, Equador, Guinea Equatoriale, Gabon, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Venezuela. Si aggiungerebbero Azerbaijan, Bahrain, Brunei, Kazakhstan, Malesia, Messico, Oman, Sudan, Sud Sudan.

Se già ora l’OPEC racchiude circa la metà della produzione generale di greggio, un domani questo super-cartello sarebbe certo dominante.

E fornirebbe, nelle su intenzioni, quella stabilità dei prezzi che le compagnie petrolifere chiedono. Con la conseguenza anche di una maggiore frizione con gli USA, che sono il maggiore competitor nel campo. Non sarebbe d’altronde la prima volta che gli interessi dei Paesi petroliferi, in gran parte del mondo emergente, spesso arabi e musulmani, entrano in conflitto con quelli americani. Lo si era visto con lo shale oil secondo alcuni fortemente danneggiato negli anni scorsi proprio dalle spinte dell’OPEC per far calare, e non aumentare, per una volta, i prezzi

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