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pubblicato: giovedì, 3 maggio, 2018

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Governo 2018, ultime notizie: incarico a Pajno, la carta di Mattarella

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Governo 2018, ultime notizie: incarico a Pajno, la carta di Mattarella

Ormai tramontata l’ipotesi di un accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega; con la direzione del Pd di oggi, si appresta a fare la stessa fine anche la possibilità di un’intesa tra pentastellati e Dem. Anche l’eventualità di conferire un pre-incarico a Matteo Salvini, o al suo braccio destro Giancarlo Giorgetti, non sembra entusiasmare il Colle; nonostante un’indiscrezione riportata dal CorSera per cui una parte del Pd e Forza Italia starebbero trattando in questa direzione. In sostanza, la sensazione è che Mattarella dovrà esporsi in prima persona sul fronte esecutivo.

Governo 2018, ultime notizie: incarico a Pajno, la carta di Mattarella

A questo punto, si prevede un altro giro di consultazioni; servirà al Presidente della Repubblica per sondare la disponibilità dei partiti a sostenere il “suo” governo, un “governo di tregua”. Chi verrà chiamato a guidarlo? Oltre a quelli dei Presidenti di una delle due Camere circolano molti altri nomi “istituzionali”, di figure vicine all’inquilino del Quirinale.

Uno di questi è quello di Alessandro Pajno; presidente di sezione del Consiglio di Stato, classe ’48, palermitano, più volte ha collaborato con il Mattarella ministro (dell’Istruzione prima e dei rapporti con il Parlamento poi). Pajno vanta un rapporto di lungo corso anche con Romano Prodi, ciò dovrebbe renderlo “digeribile” al Pd; inoltre, può vantare un certo apprezzamento tra i 5 stelle. Tuttavia, il suo nome si somma a tanti altri che, almeno per il momento, sembrano tutti allo stesso modo probabili e improbabili.

Detto ciò, il Quirinale pare comunque orientato a risolvere l’empasse per via “tecnica”. Per Mattarella l’importante è non rimettere subito il paese sul binario elettorale. L’ideale, secondo quanto riferiscono più quotidiani, è riaprire le urne non prima della primavera dell’anno prossimo. Innanzitutto, a preoccupare il Presidente della Repubblica ci sono il Consiglio Europeo di fine giugno (con possibilità di ingenti tagli per i fondi all’agricoltura e al Mezzogiorno) e la Finanziaria (con l’esercizio provvisorio si andrebbe verso l’aumento dell’Iva al 25%). Anche rimodulare la legge elettorale potrebbe rientrare tra gli obiettivi minimi di un governo “a tempo”.

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