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pubblicato: venerdì, 4 maggio, 2018

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Pensioni ultime notizie: Riforma Fornero, Confindustria ‘non si tocca’

Pensioni ultime notizie: Confindustria difende riforma Fornero

Pensioni ultime notizie: Riforma Fornero, Confindustria ‘non si tocca’.

Nel lontano 2012 Confindustria aveva bocciato, con qualche riserva, la Legge Fornero. Sul tema pensioni ultime notizie riportano ora la difesa da parte di Confindustria di quella Legge. A sorpresa, invece, un parere discretamente negativo proviene dalla Commissione europea. Insomma, non si tratta di un capovolgimento di fronte da far cambiare le carte in tavola; né sufficiente a preannunciare una rivoluzione. Ma resta comunque interessante seguire il dibattito sempre vivo e acceso sulla riforma Fornero; sulla volontà di abolirla o superarla, e al tempo stesso sulle strenue difese a suo favore.

Pensioni ultime notizie: Confindustria difende riforma Fornero

Sei anni dopo quei legittimi timori e con una nuova guida al comando, Confindustria ha cambiato idea sulla Legge Fornero. Secondo il presidente Vincenzo Boccia, come riporta Huffington Post, la preoccupazione maggiore è sulla situazione politica italiana. Oggi sono passati 2 mesi esatti dal voto e la situazione è ancora di uno stallo preoccupante. Boccia non ha nascosto le sue perplessità a riguardo. “Bisogna adoperarsi per affrontare questo momento delicato”, ha detto; ricordando che a breve ci saranno le elezioni europee, il mandato di Draghi scade e il Quantitative Easing sarà contratto sotto l’aspetto quantitativo.

Boccia ha auspicato dunque un ritorno “ai fondamentali della competitività dell’industria italiana ed europea”. Per il numero 1 di Confindustria, bisogna toccare certi argomenti e lasciarne perdere altri. I temi da affrontare sono quelli del cuneo fiscale, dell’occupazione giovanile, delle infrastrutture. Quelli da non toccare sono “Jobs Act, Industria 4.0 e riforma delle pensioni che gli altri ci copiano”. Una forte difesa alla riforma Fornero e al Jobs Act di renziana memoria, insomma; che è anche un altolà ai progetti di profonda previsione delle forze politiche più quotate del momento.

Legge Fornero e 63 anni, Uil ‘Via fase 3’.

Pensioni ultime notizie: Ue cambia idea su Legge Fornero?

Ci sono delle notizie interessanti nel Pensions Adequacy Report 2018 redatto dalla Commissione europea per quanto riguarda il nostro Paese. Elementi che sono sicuramente da approfondire. Le pensioni italiane sono ancora nel mirino, a causa del loro costo elevato certamente; ma anche perché potrebbero essere fonti di nuovi problemi in futuro e per le nuove generazioni. Leggasi precari. Le riforme adottate tra il 2009 e il 2011 hanno generato conseguenze forse inaspettate; aumentando i lavoratori anziani (50-64 anni) e riducendo quelli giovani (15-34). C’è poi da considerare il caso anomalo di quegli over 50 rimasti disoccupati; fuori dal mondo del lavoro, così come dall’accesso alla pensione.

La Commissione Ue ha applaudito al lavoro di Matteo Renzi negli scorsi anni. In particolar modo all’ammorbidimento di certi paletti rigidi imposti dalla riforma Fornero. Il pensiero va subito a misure come Ape sociale e Ape volontaria. Ma anche sotto questo aspetto, i requisiti per accedere all’anticipo pensionistico sociale risultano ancora troppo rigidi. C’è comunque ottimismo per la spesa pubblica delle pensioni, che dovrebbe restare stabile al 15,6% del Pil fino al 2020. Si prevede poi un considerevole aumento tra il 2020 e il 2040; ovvero quel lasso di tempo che vedrà l’accesso alle pensione degli ultimi baby boomers. Per poi registrare un ulteriore calo al 13,9% del Pil. Ma affinché accada questo, bisogna che l’ottimismo si trasformi in pratica.

Come hanno scritto Simone Tagliapietra e Francesco Chiacchio su Linkiesta, affinché la spesa pubblica del sistema pensionistico resti più o meno stabile o non desti troppe preoccupazioni, occorrono due fattori. La crescita dell’economia; nonché la crescita del mercato del lavoro. È vero che l’ottimismo genera ottimismo; ma è altrettanto vero che “nel caso in cui l’andamento demografico ed economico sia peggiore del previsto, la spesa pensionistica potrebbe crescere in modo rilevante nei prossimi vent’anni”.

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