Rottamazione cartelle esattoriali 2018: quando non bisogna pagare

Pubblicato il 7 Maggio 2018 alle 14:34 Autore: Daniele Sforza
Rottamazione cartelle esattoriali 2018: quando non bisogna pagare

Rottamazione cartelle esattoriali 2018: quando non bisogna pagare.

La rottamazione cartelle esattoriali 2018 diventa sempre più un argomento attuale vista la scadenza per le adesioni prevista a breve. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate si informa che l’adesione alla Definizione Agevolata si effettua online tramite apposito modulo di domanda Fai D.A. Te. Il termine ultimo? Entro martedì 15 maggio 2018. Questo regime riguarda la rottamazione delle cartelle relativa alle somme affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017.

Inoltre si precisa che chi aderirà alla rottamazione pagherà l’importo residuo delle somme dovute; senza però corrispondere sanzioni né interessi di mora. Per quanto riguarda le multe stradali, non si pagheranno interessi di mora né le maggiorazioni previste dalla legge vigente. In merito alla rottamazione cartelle esattoriali, urgono anche alcuni approfondimenti e chiarimenti su determinate questioni. Ad esempio, quando non bisogna pagare?

Rottamazione cartelle esattoriali 2018: quando non bisogna pagare

Sulle cartelle esattoriali si è pronunciata la VI Sezione Tributaria della Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza 10481 del 3 maggio 2018. Questo è quanto riporta Rando Gurrieri & Partners. “Una cartella esattoriale che non contiene al suo interno, o comunque in allegato, lo schema di calcolo degli interessi sull’ammontare del debito tributario è insanabilmente nulla”. Perché? Semplicemente perché non permette al contribuente di verificare la legittimità dell’ammontare della pretesa d’imposta. E risulta così “lesiva di ogni basilare diritto di difesa”. Per lo studio legale si tratta di un “precedente giurisprudenziale di primaria importanza”.

Rottamazione cartelle esattoriali: scadenza quarta rata a luglio.

Il riferimento è comunque alle sentenze n. 8651/2009 e n. 15554/2017 della Corte di Cassazione, nelle quali si evince quanto segue. “In tema di riscossione delle imposte sul reddito, la cartella di pagamento degli interessi maturati su un debito tributario deve essere motivata; dal momento che il contribuente deve essere messo in condizione di verificare la correttezza del calcolo degli interessi”.

In conclusione, e sintetizzando, i contribuenti che riceveranno una cartella esattoriale senza lo schema di calcolo degli interessi sull’ammontare del debito tributario, non saranno obbligati a pagarla. Vista la giurisprudenza in merito, infatti, la cartella esattoriale risulterà nulla.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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