Prezzo petrolio: valore e quotazione, l’aumento non fa tuttavia bene alla Borsa

Pubblicato il 10 Maggio 2018 alle 15:56 Autore: Gianni Balduzzi
Prezzo petrolio: previsioni 2019 e quotazione a febbraio. Il valore

Prezzo petrolio: valore e quotazione, l’aumento non fa tuttavia bene alla Borsa

Il petrolio sta volando. E non poteva che essere così con le nuove tensioni in Medio Oriente.

Tra i missili e le bombe scambiate tra Iran e Israele sul Golan al confine con la Siria, e soprattutto il ritiro degli USA dall’accordo sul nucleare.

L’oro nero è balzato a 77 dollari al barile (Brent) ieri, valore mantenuto anche oggi. Con un salto in un mese di ben 10 dollari. Una crescita cominciata in verità prima della decisione di Trump, che aveva di fatto lasciato il tempo agli operatori di adattarsi alle aspettative.

Questo nonostante in realtà il greggio iraniano dovrebbe risentire poco dalle eventuali e graduali sanzioni americane. La produzione è in aumento, la gran parte finisce sui mercati asiatici, in Cina, Giappone, india, Corea del Sud.

Un quarto in Europa. E tutti questi soggetti non hanno intenzione di ritirarsi dagli accordi stretti con gli ayatollah.

Anche una piccola diminuzione delle esportazioni iraniane potrebbe essere compensata da una crescita della produzione saudita. Gli arabi, che temevano i mesi scorsi una discesa eccessiva dei prezzi, ora vogliono comunque stabilità.

Queste crescite ora quindi sono dovute più alla tensione in sè che a calcoli precisi sull’offerta di petrolio.

Prezzo petrolio

Prezzo petrolio, Eni e Borsa non reagiscono bene

Non fa bene alla Borsa italiana questo aumento del prezzo del petrolio, l’indice FTSE MIB perde oggi più dell’1%, dopo un recupero dai minimi toccati l’8 maggio, anche per il timore di nuove elezioni.

La prospettiva di un accordo per un esecutivo M5S-Lega non aiuta i titoli a risollevarsi sotto la scure del prezzo del petrolio.

Non ne approfitta neanche l’ENI, che anzi perde l’1,88%, dopo aver toccato i massimi ieri, sfiorando i 17 euro.

Probabilmente influiscono sia le prese di beneficio che le previsioni di un oro nero che non dovrebbe fare altri rally paragonabili a quello di questo mese, una volta scontato l’aumento per le decisioni di Trump.

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L'autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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