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Tromba d’aria sulle Alpi: cos’è successo e i danni

Tromba d'Aria Alpi

Tromba d’aria sulle Alpi: cos’è successo e i danni

Allarme meteo sull’arco alpino e sulle regioni del Nord Italia. E’ stata disposta allerta gialla nelle regioni di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Umbria. Tra lunedì 4 giugno e martedì 5, un vortice depressionario sarà in transito sulle regioni settentrionali, portando con sé condizioni metereologiche instabili e temporali. La protezione civile ha già emesso un avviso per condizioni metereologiche avverse.

I rovesci più violenti si sono registrati sull’Altopiano vicentino. Nella zona tra Asiago e Gallio si è abbattuta una tromba d’aria e nella contrada di Bertigo, tra il Veneto e il Trentino, un forte tornado. Non ci sono stati feriti o danni ingenti. Il 115 ha ricevuto chiamate soprattutto per garage e cantine allagate e per il tetto di una stalla danneggiato.

Inoltre si sono verificate anche grandinate, durante i nubifragi. Presso Fidenza sono caduti chicchi di grandine spessi anche 4 centimetri. A Noceto, la grandinata ha rotto finestrini e parabrezza delle auto, provocando anche danneggiamenti alle coltivazioni e ai tetti delle abitazioni.

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Dopo la tromba d’aria, previsioni per il 5 giugno

Dal Bollettino della Vigilanza Meteo Nazionale della Protezione civile del 5 giugno, si legge: “ Precipitazioni:
– sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sui settori alpini del Piemonte sui settori alpini e prealpini della Lombardia, e su Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, settori orientali dell’Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria meridionale, Lazio nord-orientale e settori tirrenici e arcipelago della Toscana, con quantitativi cumulati moderati;
– da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sui restanti settori di Umbria, Toscana centro-meridionale e Lazio interno, sui settore pedemontani e adiacenti zone di pianura del Piemonte, sui settori di pianura della Lombardia e su Molise e Puglia settentrionale, con quantitativi cumulati deboli.”

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ultima modifica: martedì, 5 Giugno 2018