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pubblicato: mercoledì, 13 giugno, 2018

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Massimo Garavaglia: chi è il viceministro della Lega. Il curriculum

massimo garavaglia

Massimo Garavaglia: chi è il viceministro della Lega. Il curriculum

Sono state necessarie tre settimane di intense trattative per completare il mosaico dei ruoli di sottogoverno. Non tanto quanto è servito per formare il governo ma comunque tanto. Sotto i riflettori, in particolare, le poltrone del dicastero dell’Economia guidato dal tecnico di area centrodestra Giovanni Tria. Alla fine, sono stati scelti come vice-ministri la pentastellata Laura Castelli e il leghista Massimo Garavaglia.

La nomina di quest’ultimo non ha stupito gli addetti ai lavori; semmai, hanno rilevato sempre i commentatori, strano il fatto che il suo nome non fosse circolato di più in questa fase di negoziati. Garavaglia è vicinissimo a Giancarlo Giorgetti, braccio destro di Salvini, ora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Forse, proprio per tenerlo al riparo dalle attenzioni dei media e, soprattutto, degli avversari, Giorgetti ha tenuto in serbo il suo nome fino all’ultimo.

Massimo Garavaglia: chi è il viceministro della Lega. Il curriculum

Classe 1968, sindaco di Marcallo con Casone, suo comune di residenza, dal 1999 al 2009; Garavaglia nel 2008, a quarant’anni, viene eletto a Palazzo Madama: è suo il record di senatore più giovane della storia della Repubblica. Dal 2013 ricopre l’incarico di Assessore all’Economia della giunta regionale lombarda capeggiata da Roberto Maroni. Un’ombra, però, pesa sulla sua reputazione di competente amministratore; è accusato di “turbativa d’asta”. Proprio ieri, mentre veniva nominato vice-ministro dell’Economia, si sarebbe dovuta tenere un’udienza del processo che lo vede imputato insieme all’ex numero due del Pirellone Mario Mantovani. Per motivi legati allo stato di salute di quest’ultimo, è stata rinviata al 4 luglio.

I fatti esaminati dai magistrati sono avvenuti tra giugno 2012 e giugno 2014; per i giudici, l’assessore Garavaglia, in concorso con Mantovani, avrebbe turbato un’asta dal valore di 11 milioni di euro relativa all’affidamento del servizio di trasporto di soggetti nefropatici sottoposti a trattamento dialitico. L’assessore di Maroni ha sempre rifiutato ogni addebito: “non mi sono mai interessato di gare nel settore della Sanità; non rientra nelle mie competenze; si tratta evidentemente di un errore” ebbe a dichiarare conosciuto il capo d’imputazione. Il procedimento è ancora alla fase di esame degli imputati; non si dovrebbe arrivare a una sentenza prima del 2019.

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