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pubblicato: martedì, 19 giugno, 2018

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Mondiali Russia 2018, focus Giappone: I Samurai Blu pronti alla battaglia di Russia

Mondiali Russia 2018

Mondiali Russia 2018, focus Giappone: I Samurai Blu pronti alla battaglia di Russia

Il calcio del Sol Levante cominciò a prendere piede nel Paese soltanto alla fine degli anni 80, attraverso un lavoro fatto di passione e meticolosità da parte della Federazione e grazie ad una massiccia campagna mediatica organizzata fra videogiochi, fumetti e cartoni animati.

Probabilmente, il più noto al mondo è la saga di Holly e Benji, dove si racconta la storia di un bambino che vuole vincere il Mondiale con la maglia del Giappone.

I nipponici contano dal 1992 nel loro palmarés ben 4 vittorie della Coppa d’Asia e 6 partecipazioni ai Mondiali, con la conquista degli ottavi di finale nel 2002 e nel 2010.

Mondiali Russia 2018: Miura il precursore dei giapponesi “europei”

L’uomo simbolo negli anni 90 di questo sviluppo fu l’attaccante Kazuyoshi Miura, che nella stagione 1994-1995 vestì la maglia del Genoa nel campionato all’epoca più difficile d’Europa, la serie A.

Il 4 dicembre 1994 segnò il suo unico gol italiano nel derby di Genova.

Ritornato in Giappone l’anno seguente, portò subito un’ondata di entusiasmo.

Con Miura tornarono alla mente le immagini della stagione 1994-1995, con le imprese di giocatori del calibro di Roberto Baggio e di un giovane Alessandro Del Piero, che per il loro stile di gioco ed il loro carattere ed eleganza fuori dal campo diventarono idoli dei giovani giapponesi.

Le scuole calcio spesso sponsorizzate dalle immagini di campioni europei iniziarono pertanto a riempirsi di giovani.

Mondiali Russia 2018: primi sprazzi di grande Giappone nel 2002

I vari tentativi di emulare il calcio europeo, tuttavia, non portarono a grandi risultati.

Fu così quindi che la Federazione decise di assumere nel 2000 l’esperto CT francese Philippe Troussier, il quale iniziò un attento e capillare lavoro sullo staff, sulla tattica e sui singoli giocatori.

Dall’esperienza del demiurgo francese, che capì di dover concentrare il lavoro sulla tecnica ed il palleggio del centrocampo, emersero i centrocampisti Hiroshi Nanami, i giramondo e talentuossissimi Shunsuke Nakamura e Jun’ichi Inamoto (che hanno militato in squadre di Premier League, Ligue 1, Bundesliga e Serie A) ed il roccioso e grande lettore delle trame di gioco Shinji Ono, tra gli artefici della vittoria della Coppa Uefa del 2001-2002 del Feyenoord.

Ai Mondiali di casa del 2002, i nipponici presentarono una squadra di ottimo livello e guidata dalla coppia di centrocampisti formata appunto da Shinji Ono e da Hidetoshi Nakata, vincitore di uno Scudetto con la Roma e di una Coppa Italia con il Parma fra il 2000 ed il 2002.

Con gli ottavi di finale di questa edizione del Mondiale, raggiunsero il loro miglior piazzamento nella manifestazione, poi eguagliato a Sudafrica 2010.

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Mondiali Russia 2018: l’era Zaccheroni-Giappone

Proprio in seguito al Mondiale sudafricano, si decise, visto il passare degli anni ed il conseguente invecchiamento della rosa, di chiamare un CT capace di ridare una svolta al movimento.

Stiamo parlando dell’italiano Alberto Zaccheroni, che dal 2010 fino al 2014 rimase alla guida tecnica dei Samurai Blu.

Dopo solo un anno di lavoro, il mitico Zac riuscì subito a regalare una grossa soddisfazione al popolo giapponese grazie alla conquista della Coppa d’Asia nel 2011.

Dopo anni di duro lavoro svolto con solerzia ed attenzione e grazie anche al suo carattere semplice ma concreto, lasciò in tutti i tifosi di calcio giapponesi uno splendido ricordo.

Mondiali Russia 2018: un girone equilibrato in cui i Samurai giapponesi potrebbero spuntarla

L’armata del Sol Levante è oggi nelle mani del giovane CT Akira Nishino.

Il suo modulo principale è il 3-4-2-1, puntando tutto sul centrocampo, da sempre punto forte della squadra e dove potrà alternare giocatori di forza e talento cercando così di servire la punta per via centrale.

Nella rosa di Russia 2018 in porta dovrebbe giocare il portiere dei francesi del Metz Eiji Kawashima.

I due posti liberi in difesa, accanto al confermatissimo capitano Makoto Hasebe, probabilmente all’ultimo Mondiale, se li giocheranno quasi sicuramente Maya Yoshida (Southampton), Hiroki Sakai (Olympique Marsiglia) e Gotoku Sakai (Amburgo).

A centrocampo, sugli esterni agiranno giocatori con caratteristiche sia offensive che difensive come Yuto Nagatomo (Galatasaray) e Genki Haraguchi (Fortuna Düsseldorf), mentre nel mezzo accanto al consolidato uomo di mavora Shinji Kagawa (Borussia Dortmund) il CT potrà segliere uno fra il solido e multifunzionale sopraccitato Makoto Hasebe, Keisuke Honda (Pachuca) e Takashi Inui (Eibar).

I gol saranno nei piedi di uno o due fra Shinji Okazaki (Leicester City), Yuya Osako (Colonia) e Yoshinori Muto (Mainz), con il primo molto favorito.

Polonia, Colombia e Senegal saranno i primi ostacoli da superare nel girone H.

Non sarà un’impresa da poco arrivare agli ottavi, ma se il centrocampo girerà ad alti livelli ed il bomber Okazaki sarà in forma Leicester 2015-2016, i Samurai Blu potranno dire la loro in ottica secondo posto.

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